Comics e Moda – fummetiste per Prada

NUOVA COLLEZIONE PRADA???

Sì, la collezione Prada ss18 è un argomento davvero strano per il nostro blog. Dopo tanto spazio lasciato a Cerebus e le mestizie del gekiga è giusto però bilanciare e trattare del fumetto dell’altra metà del cielo.

Moda e fumetto. Prada nella nuova collezione SS18 omaggia Junes Mills, una delle prime grandi autrici di fumetto, coinvolgendo otto artiste. L’iniziativa del tutto femminile è decisamente interesante, la cultura del fumetto entra in altri canali. La scelta delle artiste partecipanti non è scontata: eterogenea per stile, età e nazionalità, con occhio attento alla storia e a realtà di di oggi.

“Sono andata letteralmente alla ricerca dell’immagine di donna raccontata da queste illustratrici. […] Mi interessa l’idea di vestire l’individualità di ogni donna con l’individualità creativa di queste donne. Una cosa sull’altra, proprio come avviene nei fumetti di cui ammiro l’abilità di creare un mondo con poco, una storia con un semplice tratto di matita. Questo è stato lo sforzo di questa collezione. E questa mi piacerebbe fosse la qualità della mia moda”. (da D di Repubblica)

Scopriamo chi sono!

 

FIONA STAPLES

copertina di saga

EMMA RÍOS

disegno fantastico
Immagine tratta da http://ifanboy.com/articles/ifanboy-upstarts-emma-rios/
BRIGID ELVA

copertina di fanzine

STELLAR LEUNA

donna cammina con ombra diabolica

NATSUME ONO

copertina di Lady & Old Man, manga

GIULIANA MALDINI

gatto su sfondo giallo

JOËLLE JONES
supereroina
Immagine tratta da www.joellejones.com
TRINA ROBBINS
disegno vintage con eroine del fumetto pro femminismo
http://library.duke.edu/exhibits/modelnormuse/galleries/feminist-art-movement/slides/It-Aint-Me.html

La prima disegnatrice di Wonder Woman!

TARPÉ MILLS
Artista omaggiata da prada ss18
tratta da http://talkingcomicbooks.com

Inventò Miss Fury, la prima eroina femminile creata da una fumettista.

 

Il cane del valico – Tsuge Yoshiharu

Il Cane del valico – un racconto di TsugeTitolo in giapponese - Il cane del valico di Tsuge Yoshiharu

 

Le tavole mostrano un cane mesto che viene maltrattato e fugge dal protagonista

1.

Goro è il cane della casa accanto. Circa un anno fa vagabondava randagio da queste parti.

Non so perchè, ma il suo orecchio destro non si muove.

È un cane davvero poco socievole. Non credo sia stato coccolato molto.

Ogni tanto viene ferito alla testa e fugge da me. Probabilmente viene punito perché non svolge bene il suo ruolo di cane.

2.

Goro non ha amici nel vicinato con cui giocare. Difficilmente esce dal giardino.

Di solito si diverte a catturare vermi o piccoli uccelli.

Ultimamente mi sveglio al mattino presto, sarà per colpa dell’età.

Penso che il tintinnare dei passi dei passerotti sul tetto sia dovuto ancora alla rugiada.

Invece è Goro che beve l’acqua.

Le sue azioni sempre più silenziose esprimono la sua asocialità.

Il protagonista parte per la montagna e il cane lo accompagnia per un tratto. Al ritorno il mercante incontra due ragazzi pescatori

3.

Sono un venditore ambulante. Giro per le stazioni termali vendendo stoffe alle donne di servizio.

Quando parto per un viaggio Goro mi accompagna fino all’incrocio della strada principale.

4.

Forse viene per salutarmi. Mastica un po’ di erba e abbandonato da tutti torna sui propri passi.

Di solito mi viene ad aspettare anche quando torno.

«Ehi! Mi dareste un po’ di pesce?»

«Eh? Volevo mangiarlo noi.»

Comprato il pesce, ritorna a casa ma il cane non c'è. riparte per un viaggio

5.

«Io sono sazio, lo darò al cane.»

«È un peccato dare una cosa così buona ad un cane!»

È la prima volta che porto un souvenir a Goro.

È la prima volta che ci penso… è ingiusto.

Goro era scomparso da dieci giorni.

Passò un altro inverno.

6.

Aspettai che la neve si sciogliesse e ripartii.

Al solito incrocio senza pensarci girai a destra.

Da questa strada superati due monti si esce dal Valico Gassho, ma…

Non sono luoghi adatti al mio commercio. Non ci sono mai andato.

Per me è solo una strada senza affari, ma… ad un tratto… non mi sembrò di aver fatto un grosso errore.

Boschi, montagna. La sagoma di un monaco, la sagoma di un cane. Il mercante ritrova Goro

7.

Il nome Gassho (合掌, congiungere le mani) deriva dal fatto che tempo fa in cima al passo un mendicante, volgendosi a ovest, si lasciò morire con le mani congiunte. Per questo motivo il passo venne così chiamato.

Sembra che il mendicante fosse il Grande Bonzo del Paese dell’Ovest. Non so perchè abbia lasciato la vita da monaco e sia diventato un mendicante.

8.

Incontrai Goro in un negozio di tè del valico.

Era indubbiamente lui.

Si capiva dall’orecchio destro che non si muoveva.

«Goro!»

Il mercante dialoga con un anziano venditore di te. Il mercante si mette a dormire e piove.

9.

«Se lo chiami in quel modo non avrai risposta! Si chiama Hachi.»

«È un cane bizzarro… Due anni fa era scomparso, ma inaspettatamente è ritornato.»

«Non so dove abbia gironzolato per un anno.»

Nonostante sapessi dove fosse stato non dissi nulla.

Riflettendo non c’è da stupirsi sul suo comportamento.

Anche i cani avranno i loro pensieri.

10.

Oppure io… venendo in questo valico allo stesso modo… per caso… forse solo perchè così mi sentivo di fare…

Devo ritornare alla strada da dove sono venuto.

Ma non c’è motivo per cui tornare.

Piove dalla scorsa notte. Goro è sdraiato in una capanna.

Come sempre solitario… Non so se la sua condizione ricordi me stesso.

Il viandante cammina sotto la pioggia. Ultima vignetta la statua di un statua buddhista

11.

Chiamarlo Goro, chiamarlo Hachi… forse è completamente indifferente.

Scesi dal passo molto lentamente.

FINE

La statua finale è un Jizo Bosatsu, protettore dei viaggiatori e dei bambini. Le foto sono tratte dalla raccolta Nejishiki, edito da Shogakukan nel 1994.

Il cane del valico venne pubblicato nell’agosto 1967 su Garo. Questa traduzione è offerta esclusivamente per scopo divulgativo. Far conoscere l’importanza di Tsuge in Italia è una sfida e cerchiamo di fare il possibile affinchè questo autore venga conosciuto. Copyright di Tsuge Yoshiharu.

All works copyright of Tsuge Yoshiharu. No money is being made from the production or maintenance of these pages. They are meant for the divulgation of Tsuge work.

Traduzione di futdedalus

Altri articoli su Tsuge:

Le flatulenze filosofiche

Appunti su Nejishiki

Aminoacid Boy and the Chaos Order di Diego Lazzarin

Quando è un’istanza comunicativa a spingere l’autore a creare un’opera, beh, non c’è niente che possa fermarlo. Le pagine di Aminoacid Boy and the Chaos Order trasudano ispirazione, lavoro meticoloso e decisione. Diego Lazzarin imposta un fumetto con una narrazzione piuttosto lineare, per lasciare spazio alla espressività delle illustrazioni. Lo stile di Lazzarin, seppur abbia chiari riferimenti all’underground americano (vedi Chippendale o Brinkman) e al surrealismo e i suoi derivati (Chagal, Bacon), ha una chiara impronta personale che ne impedisce una precisa catalogazione. Oro che cola, in un panorama che a volte tenta di ridursi nella scopiazzatura di stili in voga al momento, come sostiene Oral Giacomini.

Copertina di Aminoacid Boy di Diego Lazzarin. Il mostro protagonista è su un bruco mela

Lazzarin inoltre è l’editore di sè stesso: l’opera fisica è stata stampata grazie ad un crowdfunding su Indiegogo. Un’impresa enorme che vede l’autore impegnarsi in più ruoli: portare al successo una campagna non è per nulla semplice e comporta molte ore di lavoro. Come si diceva, quando un lavoro creativo parte da un’urgenza espressiva, niente lo può fermare. La lingua è l’inglese: la riuscita di questo progetto non può essere che internazionale.

Illustrazione di un interno dai colori impressionisti e con figure baconiane

Aminoacid Boy narra le vicende di un alieno che viene spedito sulla Terra alla ricerca del segreto della natura umana. È un racconto di formazione, è suddiviso in capitoli che narrano i periodi della vita di Amino, dalla morte ad un loop eterno. Particolarmente intensa a livello illustrativo è l’infanzia, che ci porta nell’esotico mondo degli arabesque di Matisse, nelle foreste di Ligabue e nei disegni del paziente O.T. (e il cerchio si chiude, considerando che gli Einsturzende Neubauten vengono citati nel libro).

Aminoacid, un ragno e una tigre. Colori verde, giallo, viola, nero, rosa, marrone molto accesi

Chi segue il blog sa che più che semplici recensioni cerchiamo di offrire approfondimenti su delle tematiche. Va da sè che gli argomenti trattati vertano su autori di cui pienamente appoggiamo il lavoro. Amino nella sua adolescenza diventerà il frontman di una punk band, e nel libro sono numerosi i riferimenti alle scene noise o sperimentale. Il tema del freaky frontman mi ha ricordato due film: Bad Boy Bubby, 1993 diretto da Rolf de Heer, tra i più weird di sempre e Drive, 2002 di Sabu, delicata e assurda commedia giapponese. Premendo i link dei film verreti catapultati in localacci pieni di pazzoidi sopra e sotto il palco.

mosca disegnata da Lazzarin

Sostenete il fumetto indipendente di qualità! L’opera è acquistabile dal sito dell’autore ed è presente anche nel Marketplace di Becomix.

Fumetti e spade – Intervista a Oral Giacomini di Snuff Comix

Se c’è una fanzine italiana che incarna a pieno i canoni stilistici del d.i.y. questa è sicuramente Snuff Comix, ormai un’istituzione nel panorama del fumetto punk underground. Nata nel settembre 2013 è una realtà fumettistica completamente libera e outsider. Nelle pagine Snuff (nome che si riferisce ai presunti video amatoriali di torture e uccisioni realmente messe in pratica) troviamo disegni orripilanti, sessualità malata gettata in faccia, una valanga di droghe. Di autori e illustratori che hanno partecipato negli undici numeri usciti fin’ora ce ne sono una moltitudine. Possiamo citare Raffaele Sorrentino, Davide Bart Salvemini, Francesco Cornacchia, Giorgio Franzaroli, Adam Tempesta, Delicatessen, Tommygun Moretti, Federico Fabbri, Alessandro Caligaris, Sergio Zuniga, Salvatore Giommaresi. Ma ospiti illustri stranieri non mancano: Dexter J Cockburn, Vixene, Tommy Ross, Matt Crabe, Jon Lawrence, James Mahan, Javy Godoy, Russell Taysom, Kevin Beaude, Cristian Robles, gwentomahawk, Heilige Berg, Sam Rictus, Tetsunori Tawaraya, Alkbazz Garagel. Snuff Comix venne fondato da Oral Giacomini, Francesco Cornacchia (Cavalier K.) e Carlo Benini. I ragazzi si possono trovare nelle fiere (Crack, Afa, Borda, ecc) sempre strafatti come vere e proprie rock star. Abbiamo scambiato qualche parola con Oral Giacomini, ovviamente sul fumetto, sull’underground e sulle droghe. Copertina di Snuff Comix 1 di Oral Giacomini Ciao Oral, mi sono dimenticato di citare qualche autore importantissimo comparso sulle pagine di Snuff? Noti qualche differenza nel rapportarsi tra il nazionale e l’internazionale?

Beh nel numero 11 di SNUFF COMIX abbiamo pubblicato un inedito di ANDREA PAZIENZA, che è praticamente il massimo! In SNUFF COMIX #6 c’è un lavoro di Aleksandar Zograf. Anche Jack Teagle ha contribuito con un suo fantastico fumetto. Riguardo alle differenze tra nazionale e internazionale: in Italia si é più vincolati a determinati standard, mentre all’estero si trova maggiore varietà di stili e più professionalità, questo ovviamente in generale, nel senso che l’ambiente socioeconomico è più disposto a riconoscere la professionalità dell’autore e di rimando l’autore accresce in esperienza e professionalità.
Hai qualche aneddoto interessante da raccontarci sulla collaborazione con qualche autore?

Al principio è stato entusiasmante l’apporto di Sergio Zuniga, un’autore spagnolo trapiantato a New York. Eravamo tre spostati che cercavano di pubblicare i loro tentativi di fumetto con la velleità di accostarsi ai fumettisti che ammiravano. Il primo a darci corda fu Sergio, che acconsentì a realizzare un fumetto agratis per SNUFF COMIX #1, e devo dire che è l’opera di gran lunga migliore di quel numero. Disegnò anche la copertina del numero 2, una cover art a tema Hallowen fantastica! Poi abbiamo conosciuto un autore non professionista che studiava all’ ISIE di Urbino: Fabio Cesaratto. E’ stata un’epifania vedere i suoi lavori, un disvelarsi del velo di Maya: “Dolce Betty”, e soprattutto “Il cane” e “L’elemento cosmico”, sono fumetti che chiunque ha letto non ne è potuto restare indifferente. Conoscere Aleksandar Zograf, il cui lavoro (come i “fumetti ipnagogici”) è stato fondamentale assieme al PROFESSOR BAD TRIP e Miguel Angel Martin, ad avvicinarmi al fumetto underground, è stato meraviglioso. Ci ha regalato una tavola incredibile che abbiamo pubblicato su SNUFF COMIX #6! Giorgio Franzaroli ha iniziato a collaborare con noi che aveva già una lunga esperienza editoriale, FRIGIDAIRE in primis, pubblica tuttora su varie riviste da Linus al Fatto Quotidiano dove ha uno spazio come vignettista. Lui è stato amico e allievo di Andrea Pazienza, quando ci ha proposto di pubblicare su SNUFF COMIX #11 una tavola inedita di PAZ per poco non m’è venuto n’infarto!   Copertina 2 - un uomo tiene una maschera gigante con guance scroti

Quali saranno gli sviluppi futuri di Snuff?

SNUFF COMIX ha una sua vita e come ogni vita avrà termine, non sappiamo ancora quando, ma ci siamo dati un limite di uscite. L’elemento più importante assieme alla qualità, secondo noi (che è la sola discriminante nelle scelte editoriali), è l’originalità del materiale pubblicato: finchè ci imbatteremo in autori che producono materiale che ci colpisce, noi li contatteremo per averli su SNUFF COMIX, tanto più se sono ignorati o trascurati dalle altre realtà editoriali nazionali o internazionali, più o meno underground. Di sicuro puntiamo a migliorarci numero dopo numero ed a coinvolgere, assieme agli autori emergenti, gli autori migliori in circolazione. Pubblicare Pazienza è stato un traguardo difficile da superare, però nel mondo ci sono tanti artisti eccezionali che vogliamo con noi. COpertina 7 - Weird gore manga

Come vedi l’underground italiano? Quali opere ti hanno colpito maggiormente?

L’Italia purtroppo si conferma come panorama paludato e stagnante. Un eterno vorrei ma non posso, per dieci autori dallo stile interessante ce ne sono mille omologati al piatto diktat della tavoletta grafica e del programma con la palette di colori pseudo-pastello e/o fluo. Più che opere vere e proprie trovo dei nomi che ammiro: Davide Bart Salvemini, Diego Lazzarin, Ivan Hurricane, Maicol e Mirco, TommyGunMoretti, David Bacter…e perfortuna molti altri! Persone che discostano il proprio tratto da quello in voga al momento. Dici che non è troppo fertile il panorama italico? Come accennavo prima, il panorama del fumetto e dell’illustrazione underground nel mondo e in Italia nella fattispece, è stagnante. La tecnica e i tecnicismi surclassano (eccetto rari casi) nel riscontro dei lettori, la qualità narrativa e l’ingegno. C’é quasi un’intera generazione standardizzata secondo i canoni della tavoletta grafica, percui non riscontri distinzione tra una mano e l’altra, maschi e femmine, vecchi e giovani, talentuosi e mediocri, intercambiabili l’uno con l’altra. Non voglio passare da luddista, o ripetermi troppo ( come mi fa notare il mio socio), ma un tempo c’era più margine di individualità nel segno. Inoltre trovo una sorta di snobismo per il quale conta più il supporto sul quale si opera piuttosto che l’opera in sè, mi spiego: la narrazione grafica di un’illustrazione o l’evolversi della sceneggiatura nel percorso di un fumetto, passano in secondo piano agli occhi e ai portafogli dei lettori, rispetto a come vengono stampati e su cosa. Adesso vanno di moda il risograph e serigrafare ogni cagata, per dirne una, e sembra che il gregge segua la moda pedissequamente, senza curarsi della qualità del disegno o del fumetto. Copertina 8 - Vishu e zombie

Ci sono dei consigli che daresti ai giovani autori?

Non saprei che dire, io sono sempre stato un vecchio autore, pure quando ero giovane, se mai lo sono stato. Tuttora non posso considerarmi un fumettista professionista, se con tale dicitura vogliamo descrivere un professionista che vive del suo lavoro. La sola cosa che mi viene in mente é: lavorare sempre e comunque. Se è questo che fate, e che amate, fatelo e vi darà più di qualunque altra cosa a cui possiate dedicarvi nella vostra esistenza. Copertina 4 - Due cannibali cucinano una persona

Quali autori vorresti vedere nei nuovi Snuff?

Merda! Sono tanti, non mi basterebbero due vite! A dispetto di quello che ho detto e scritto sono tanti gli autori italiani e non che vorrei vedere pubblicati su SNUFF COMIX, ti dò qualche nome: KAZ, Shintaro Kago, Joan Cornella, Manara, Vuillemin, Miguel Angel Martin, Gipi, Derf Beckderf, Robert Crumb, Francesca Ghermandi, Eleuteri Serpieri, Attilio Micheluzzi, Hans Rickheit, Jesse Jacobs…e un puttanaio di altri. E sai una cosa? Nonostante siamo una Creative Common percui non possiamo compensare economicamente i nostri collaboratori, penso che li pubblicheremo tutti!

Che stai leggendo di bello?

Cocco Bill di Jaccovitti, Popeye di Elzie Segar e Kolosimov di Saul Saguatti. Mi è venuta voglia di rileggermi Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami e i racconti di Ryunosuke Akutagawa.

Con quali case editrici (italiane o estere) hai più feeling?

Beh questa è facile: Eris Edizioni, Canicola, ammiro molto la Fantagraphics Press, la Coconino in tutte le sue forme, BAO, la Rizzoli Lizard, spero di non averne scordate troppe! Copertina 10 - Uomo giallo con in mano pugnale e mela Ci racconti meglio l’episodio con Paypal?

Dunque: tornavamo dal Napoli Comicon 2014, ed eravamo piuttosto spossati (all’epoca uscivamo mensilmente con una tiratura di 200/300 copie, ed eravamo in due in redazione!). Alcuni nostri lettori ci segnalarono che non era più possibile acquistare SNUFF COMIX dalla shop area del sito web. Operammo dei controlli senza risultato, fino a quando ci venne recapitata una e-mail dove Pay Pal ci informava che il nostro rapporto era concluso a causa della violazione del contratto d’uso da parte nostra per violazione dei termini per diffusione di materiale pornografico e pedopornografico. A quel punto non c’erano cazzi, non potevamo fare nulla. Non abbiamo mai scoperto se la cosa prese il via da una segnalazione o da un controllo di PP, oppure da una lettura di algoritmo del suddetto. Fattostà che restammo fermi per due anni, quando attraverso alcune scappatoie riattivammo il dominio www.snuffcomix.com , shop area compresa, e a gennaio 2016 ripartimmo con SNUFF COMIX #9. Da allora cerchiamo di essere più accorti on-line e usciamo due o tre volte all’anno. Copertina 11 - Ragazzo con vescica al posto del viso

In un intervista ho letto che sei stato dichiarato morto due volte. Hai voglia di raccontarci qualcosa in più?

La prima volta ero un ragazzino: andai in overdose il giorno prima di capodanno, fu come se avessero spento la luce all’universomondo; due tre ore dopo arrivò un mio amico che ebbe l’impressione che qualcosa non andasse e forzò la porta tirando via il chiavistello. Mi trovò esangue che respiravo a malapena. Chiamò l’ambulanza, arrivarono i paramedici, quando mi trovarono ero in arresto cardiopolmonare, non respiravo e il cuore non batteva. Due dosi di Narcan non mi fecero effetto. Provarono con il defribrillatore ma niente. Alla fine mi piantarono nel cuore un siringone da cavallo pieno di Narcan e Adrenalina per farmi ripartire il cuore. Funzionò, risorsi come Dracula dalla tomba. Conservai quella spada per alcuni anni a mò di memento mori, col sangue mischiato ai farmaci, fino a che sentii di non aver più alcuna necessità di quel feticcio.

La seconda volta è successa pochi mesi fa. Non fu per niente un dolce oblio come la precedente, ma una discesa agli inferi. Assunsi per endovena un farmaco antagonista degli oppiacei, oppiacei che io credevo aver espulso dal mio organismo. Non era così. Ebbì un’episodio di rapida disassuefazione con collasso multiorgano. In pratica ogni mio organo compresi pelle e sistema nervoso stava morendo, collassando, a causa della rapida astinenza. La scimmia era assurda: stavo morendo di rota. Il Subutex (questo il nome del medicinale) dà effetti simili alla roba, sempre che tu non abbia oppiaci in circolo! Fù un crescendo: pelle e nervi erano passati alternativamente sotto fuoco e ghiaccio , muscoli e cartilagini mi venivano strappati dalle ossa, ossa che venivano come gratuggiate, convulsioni pseudoepilettiche non mi davano tregua…Passai diverse ore in quello stato atroce tra ambulanza e pronto soccorso: non mi trovavano una vena. Dopo decine di iniezioni di sedativi e calmanti intramuscolo nelle coscie persi i sensi, apparte qualche sfumato barlume di coscienza mi ripresi quattro giorni dopo. Mi hanno raccontato che ci sono voluti dieci infermieri per tenermi fermo mentre i medici mi mettevano un’accesso venoso centrale alla giugulare e uno alla carotide. Poi il mio cuore si fermò ancora per diversi minuti finchè non riuscirono a farlo ripartire, ma decisero di tenermi in coma farmacologico sino a quando i valori non fossero sufficentemente stabili. Mi risveglai 4 giorni dopo con due tubicini che sbucavano dai lati opposti del collo, come le viti del mostro di Frankenstein!

Potete trovare i numeri di Snuff nel database di Becomix, per maggiori informazioni e acquisti potete accedere direttamente al sito Snuff Comix.