Silverfish di David Lapham

Silverfish rappresenta una delle poche opere complete di David Lapham (Daredevil, Detective Comics) come autore completo. Le sue creature più famose sono in via di completamento a cadenza irregolare (Stray Bullets) o interrotte (Young Liars).

Logo di Silverfish
Silverfish fortunatamente è scappato da questo destino.
Uscita nel 2007 rappresenta un’antesignana della collana Vertigo Noir come impostazione editoriale presentandosi direttamente in volume unico senza essere spezzettata in capitoli mensili. Ciò permette di evitare la liturgia dei cliffhanger di fine capitolo e tenere un ritmo costante e sincopato che accompagna il precipitare degli eventi per le due protagoniste della storia: Mia e Stacey.

Uno scherzo telefonico fatto durante una festa, il ritrovamento di una valigia contenente un sottofondo con dei soldi e un coltello insanguinato richiameranno l’attenzione di un assassino e porteranno ad una girandola di eventi che cambierà la loro vita.
Partendo da quelli che sono cliché di genere dell’horror anni ’80 (prima del revival degli ultimi anni) viene imbastita una trama dove tutti i personaggi sono ingranaggi di un meccanismo ben oliato in cui nulla è lasciato al caso. Si ritrovano inoltre elementi cari all’autore: l’adolescenza, il New Jersey, la violenza cruda ed efferata.

SILVERFISH PROMO POSTER ART by DAVID LAPHAM
immagine tratta da http://www.comicartfans.com/gallerypiece.asp?piece=677239

David Lapham lungo la storia si concentra sull’ambiguitàa partire dalla copertina sino a tutte le bugie e apparenze su cui son costituiti i rapporti tra i personaggi. 
Da essa inizia il gioco di specchi, percezioni e punti di vista di cui la storia si nutre e ricordiamoci che in Young Liars le ambiguità torneranno in maniera forte e veemente.
Quella che all’apparenza è la fuga di una madre con una figlia dal Luna park è invece la fuga di due sorelle.
Alla fine dell’opera quest’immagine è del tutto fuorviante in quanto è la fuga verso il Luna Park a rappresentare una speranza di salvarsi la vita.
La copertina assume una nuova valenza in riferimento alla sequenza finale, nella quale Mia dovrà convivere con i propri rimorsi e sensi di colpa e fuggire figurativamente da quel luogo e da quegli eventi. Si può notare l’egocentrismo di Mia che strattona la sorella: apparentemente sembra che voglia salvarla, invece è un tentativo di farle dimenticare i danni che hanno causato le sue azioni.

Il cambiamento delle prime impressioni, il gioco di specchi deformanti tra i diversi personaggi continua lungo il racconto e vede come fulcro due relazioni femminili.
Prendiamo come esempio i personaggi di Vonnie e Mia: sono simili nonostante la prima impressione sia l’esatto opposto. Questa impressione viene rafforzata lungo il racconto e capovolta nel finale. Un passaggio mette in evidenza questa similitudine tra le due, quando Susanne parla di Vonnie come una “cocca di papà, che non farebbe nulla per rovinare l’immagine della ragazza perfetta che paparino ha di lei. Manipola gli altri a suo piacimento per le sue piccole fantasie”.
Entrambe le adolescenti compiono azioni irresponsabili seguendo il loro ego, pentendosi dopo che il danno è avvenuto.

Il rapporto tra Mia e Susanne subisce un capovolgimento di fronti: la scena del regalo di natale in cui Mia sembra la più responsabile della famiglia si ribalta in seguito dove è proprio “l’odiata matrigna” a sacrificarsi per salvarle.

Il tema del riflesso del cambiamento e della sostituzione è concentrato nella storia di Susanne.
A ciò si ricollegano i diversi significati dei “silverfish” del titolo. Essi rappresentano i risultati del delirio schizoide di Daniel e la manifestazione del controllo della patologia sulla sua psiche, ma anche l’infestazione della casa Fleming da parte di Susanne agli occhi di Mia e la centralità dei preconcetti negativi riguardo la matrigna.
Questo viene suggerito dai differenti significati che normalmente vengono attribuiti ai “pesciolini d’argento”: sia come nome comune per indicare diverse specie di pesci che per indicare gli insetti che infestano (lepisma saccharina) le case.

Primo piano in bianco e nero di Herk Harvey
Herk Harvey in Carnival of Souls

Dal punto di vista delle suggestioni e delle atmosfere Lapham si rifà ai seguenti film degli anni ’60: Night of the HunterCarnival of Souls e The Lady from Shangai. Da essi rielabora determinati punti di forza come l’uso delle luci e delle ombre per rafforzare l’intensità delle scene; il confluire di diversi percorsi narrativi quali la storia nera e il racconto di formazione; l’utilizzo del Luna park come ambientazione dello scontro finale; la presenza di figure metafisiche che catalizzano la scena, aggiungendo un tono spettrale e orrorifico alla storia e rappresentando una chiave di volta nella comprensione del racconto.
Ciò ci porta la parallelo con un’altra opera figlia di Carnival of Souls, quel Lost highway  di David Lynch che condivide la presenza delle manifestazioni della psiche (l’uomo misterioso) e l’impossibilità di sfuggire ai propri tormenti interiori (la struttura della storia ispirata al nastro di Möbius). Lapham mostra come solo la morte possa liberare l’uomo da essi.

Immagine grottesca di pesci carnivori in bianco e nero

Analizzando la struttura delle tavole, si può notare come Lapham utilizzi una griglia 2X4 con vignette aventi dimensioni e altezze regolari. Ciò permette a Lapham di controllare il ritmo del racconto e mantenerlo serrato. Libertà nel rapporto tra le dimensioni delle vignette si ha nella sola scena iniziale che con visionarietà riesce a mostrare la colonizzazione del cervello di Daniel da parte dei pesciolini d’argento.
Da menzionare l’utilizzo del grigio da parte Dom Ramos, che conferisce alla storia una tonalità plumbea già dalle scene iniziali e rafforza la componente oppressiva e oscura del racconto.

Silverfish, nonostante la risoluzione inferiore alle premesse e alla tensione che si prova nel climax del racconto si mostra una storia di pregevole fattura che sa tenere incollati alle pagine fino all’ultimo. Nella produzione di Lapham rimane un’opera più canonica rispetto alla successiva, quel Young Liars che esalta ed esaspera il gioco di specchi e il ritmo lungo tutti i 18 numeri della serie. Silverfish è presente nel database di Becomix dove troverete tutte le informazioni. Per adesso la prima di David Lapham: se amate l’autore e siete in possesso di altre sue opere, aiutateci nella catalogazione!

 

Recensione di Francesco Iesu. Dello stesso autore:

 

La Caïda e Coyota – Juliette Bensimon-Marchina

la Caïda e Coyota DI Juliette Bensimon-Marchina

Notizia totalmente persa nel Crack 2017 è la pubblicazione per Fortepressa di La Caïda e Coyota di Juliette Bensimon-Marchina, ma fortunatamente si è potuto rimediare al festival Borda di Lucca.

copertina de La Caida e Coyota

Originariamente pubblicato dai bordellesi Les Requins Marteaux nel 2015 è di certo qualcosa di splendido la riedizione italiana. Rilegatura alla giapponese che permette di aprire bene le profumate pagine in carta Munken, un edizione così curata che perfino un errore di traduzione è corretto a mano, immagino per tutte le 600 copie. Notate come si possa aprire per bene e osservare le tavole in pienezza.

tavola in bicromia viola su Caida

La Caïda e Coyota intreccia le vicende di una ragazza immigrata a Los Angeles con quella delle misteriose scomparse di ragazze che colpì Ciudad Juarez dal 1993. Caïda (termine nato dall’unione in spagnolo di caïd, il capo, e caduta) convive con la narcolessia. Non sa che un misterioso rituale la unisce a Coyota, spirito vendicativo in lotta contro i narcotrafficanti. La malattia è il ponte tra le vicende dell’adolescente immigrata e la catartica violenza del mondo di Coyota, dove, tra spietati killeraggi e snuff movie, scorre a fiumi il sangue messicano.

tavole b/n su Coyota

Il sangue, appunto. L’aura stregata del patto che lega inconsapevolmente le protagoniste profuma di quella santa sangre delle notti mestruali e dell’odore ancestrale delle feste di morte messicane. L’universo di Juliette Bensimon-Marchina ha atmosfere sciamaniche: di terra, violenza e calore, di totem, rituali tarahumara e peli animali.

Un aquila nel cielo attacca Caida. tavole in bicromia de Caïda e Coyota

Le illustrazioni della Bensimon-Marchina nella sua prima opera si allineano allo stile underground che caratterizza la casa editrice francese, ricorda quello dei grandi maestri come i fratelli Hernandez o Muñoz, senza però lasciarsi in manierismi e facendo prevalere l’aspetto comunicativo. Traspare inoltre la sensualità del tratto femminile. L’impostazione delle tavole è al servizio della narrazione, quindi non potrete lamentarvi dei “passaggi poco chiari” che trovate in altri libri.

Coyota dice: avanti, fatevi sotto sciacalli! Caïda e Coyota

Il libro è già presente nel database di Becomix (ma nessuno lo vende nel marketplace) e potete acquistarlo dal sito di Fortepressa. Molto interessante anche la politica del prezzo: per acquistare il libro serve una donazione libera a partire da 15€ (10€ per il libro + 5€ di spedizione in Italia). Ovviamente potete sostenere con un maggiore importo se ne avete la possibilità. Se non siete dei babbi non vi lascerete perdere una delle seicento copie. Un prodotto fresco e autentico, ben curato artigianalmente: AVANTI, FATEVI SOTTO SCIACALLI!

 

Nejishiki – Yoshiharu Tsuge

Nejishiki di Tsuge Yoshiharu
Modello A VITE

1.

Non pensavo ci potessero essere meduse in questo mare.

2.

Sono venuto in questa spiaggia per caso, a nuotare. Una medusa mi ha morso il braccio sinistro.

3.

Ovviamente mi ha reciso una vena.

4.

Il sangue rosso scuro scorreva senza sosta.

5.

La forte emorraggia poteva uccidermi. Dovevo andare da un medico al più presto.

6.

Trovare un medico in questo villaggio di pescatori sconosciuto non sarà facile.

1.

Tenevo insieme le estremità della vena tagliata…

2.

…usando la mano destra.

3.

Dovendo tenermi il braccio…

4.

… non potevo correre.

5.

Se allentavo un poco, immediatamente il sangue schizzava fuori.

6.

Mi scusi, c’è un medico nei paraggi?

7.

Sto disperatamente cercando un medico…

8.

Dunque, il signore sta cercando un “medico”.

1.

Se lei è ha cuore, mi porti da un medico.

2.

In effetti… grosso modo capisco ciò che dici.

3.

Quello che vorresti dire…

4.

Dov’è il medico!

5.

La smetta di scherzare! Io sto per morire!

6.

Guarda! Il mio viso sta diventando semprè più pallido.

7.

(Muro) Sala del tengu – 20 Kan (1 kan 3,75 Kg circa)

8.

Per piacere… ditemi dov’è un medico…

9.

Se andassi nel villaggio vicino potrei trovare un medico.

10.

Sì, facciamo così.

1.

Che strada difficile da percorrere…

2.

La mia risoluzione non può che svanire poco a poco.

3.

Guarda, si stanno radunando le mosche.

4.

Il mio braccio sta andando in cancrena.

5.

Ah! Appena in tempo! Per piacere portami al villaggio vicino.

6.

Prego.

7.

Clang Clang

1.

Questo treno non sta procedendo verso dove è venuto?

2.

Come prova, guarda lo specchio retrovisore! Il villaggio vicino non fa che allontanarsi.

1.

Chiudi gli occhi. Così ti sembrerà di andare al contrario.

2.

Non te l’hanno insegnato a scuola?

3.

Oh, dovrei calmarmi. Anche se sembri un bambino, mi hai salvato la vita.

4.

Oh, c’è un fūrin! (campana a vento)

5.

Le cose belle dell’estate… come guidare mentre nel vento risuona il fresco suono della campana.

6.

Avrei sempre voluto far vedere a mia madre un posto del genere.

7.

Siamo arrivati.

8.

Ah! Ma questo non è il villaggio di prima?

9.

RUMBLE RUMBLE

1.

Oh! Ho sprecato il mio tempo!

2.

Bene, se così stanno le cose cercherò profondamente in tutto il villaggio.

3.

In questo caso penso che sia meglio dire “a fondo”.

4.

Merda, ci sono solo oculisti.

5.

Non si nasconda signora. Ci sono dei medici in questo villaggio?

6.

Che tipo di medico stai cercando?

7.

Caramelle Kintarō

8.

Una ginecologa. Se possibile donna. È assolutamente necessario. Inoltre sarebbe meglio se gestisse la sua attività nella stanza di un edificio.

9.

Nel mio palazzo c’è un dottore.

10.

Ne ha fatto di soldi, signora!

1.

Questo edificio è stato costruito grazie al brevetto di produzione delle Caramelle Kintarō.

2.

Sicuramente le Caramelle Kintarō sono una innovazione. Tempo fa anche mia madre ebbe questa idea.

3.

Ugh!

4.

Sei forse mia madre?

5.

È così vero?

6.

Sei mia madre da prima che io nascessi!

7.

È una storia moooolto lunga… sob sob sob

8.

Raccontami.

9.

Per farlo, dovrei spiegarti il metodo produttivo delle Caramelle Kintarō.

10.

Ma questo non posso riverarlo.

11.

Non te lo chiederò.

12.

Sicuramente il segreto è nel design di questo Momotarō.

13.

Sì, hai ragione. Momotarō in realtà è Kintarō.

14.

Questa è la prova! Guarda!

15.

Kintarō.

16.

Sì! Snap

17.

Kintarō

18.

Kintarō Snap

19.

Allora addio!

20.

Abbi cura di te!

p16

1.

Bene, ho finalmente trovato il medico!

2.

A pensarci bene però non ho avuto molta paura di morire.

3.

Se paragoniamo la morte…

4.

…con la paura di far divenire nella notte la propria sagoma ombrosa un gigante…

5.

…la morte non è proprio niente.

6.

Dottore!

7.

Mi operi!

8.

Questo non è un luogo per maschi. Io sono una ginecologa.

p18

1.

La prego, mi operi. Non è il caso di dire certe cose.

2.

Io sto per morire.

3.

Ho capito. Giochiamo al dottore allora.

4.

Aspetti un attimo! Vuole operarmi senza anestesia?

5.

Una cosa assurda…

6.

Sei un violento.

7.

ZIG ZIG

1.

Sembra che l’operazione sia riuscita.

2.

Non chiudere la valvola. Fermeresti il flusso sanguigno.

3.

È il genio della chirurgia.

4.

Ho solo applicato un modello a interruzione.

5.

VROM VROM

6.

Così, quando restringo la valvola mi viene il formicolio al braccio sinistro.

 

La traduzione non è ancora conclusa, è probabile che qualcosa cambiarà (a livello stilistico, non semantico).

Se vi è piaciuto per piacere comprate le opere pubblicate. Questa traduzione è offerta esclusivamente per scopo divulgativo. Far conoscere l’importanza di Tsuge in Italia è una sfida e cerchiamo di fare il possibile affinchè questo autore venga conosciuto. Copyright di Tsuge Yoshiharu.

All works copyright of Tsuge Yoshiharu. No money is being made from the production or maintenance of these pages. They are meant for the divulgation of Tsuge work.

Traduzione di Gianluca Pretini

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