Appunti su Nejishiki di Tsuge Yoshiharu

Quest’anno, probabilmente, l’uscita editoriale più importante in Italia è stata la traduzione de L’uomo senza talento di Tsuge Yoshiharu: l’ edizione Canicola tenta di colmare un’assenza ingiustificata di uno degli autori giapponesi più amati e più influenti. L’opera di Tsuge però non manca solo in Italia: se Munō no Hito è arrivato in Francia e Spagna (Ego comme X nel 2004 e Gallo Nero nel 2005) rimane ancora praticamente inedita nei paesi anglofoni. Grandi maestri come Spigelman e Mazzucchelli ne hanno tessuto le lodi. Anzi, Spiegelman ha fatto molto di più: ha pubblicato due racconti nella sua mitica rivista antologica RawAkai Hana, fiori rossi lo troviamo nel numero sette (Vol.1) e Oba Denki Mekki Kogyosho (“Oba’s Electroplate Factory”) nel numero 2 (Vol.2).

Illustrazione finale di un racconto di Tsuge Yoshiharu
Oba Denki Mekki Kogyosho (“Oba’s Electroplate Factory”), Raw #2 (Vol.2)

In Giappone però l’opera completa di Tsuge, a differenza di autori come Tatsumi (le cui prime opere gekiga si possono trovare esclusivamente nelle biblioteche*), continua a essere ristampata: nel 1993-1994 Chikuma Shōbō ha pubblicato l’opera completa di Tsuge in 9 volumi (つげ義春全集 Tsuge Yoshiharu Zenshū) e nel 2008-2009 lo stesso editore le ha ristampate con compertina morbida (つげ義春コレクション Tsuge Yoshiharu Korekushon).  

Ragazza che va a riempire un secchio d'acqua
Akai Hana da Raw #7

Se, tra i racconti di Tsuge, cerchiamo quello che più ha influenzato la produzione a fumetti giapponese, sicuramente incapperemo in Nejishiki (ねじ式 traducibile con “Modello valvolare” o “Stile vite”).  Il racconto fu pubblicato sulle pagine di Garo Magazine #47 del giugno 1968: fu uno spartiacque paragonabile ai fumetti gekiga di Matsumoto e Tatsumi. Sia Hanawa Kazuichi sia Imiri Sakabashira ammettono di aver iniziato la carriera di mangaka proprio dalla lettura di questo racconto breve. Ispirato da un sogno** durante un viaggio nella prefettura di Chiba, Nejishiki narra la ricerca di un medico da parte di un ragazzo ferito da una medusa: presto si scontrerà con l’indifferenza del mondo (che è sordo e muto come cantava Gardel), rendendosi conto che a nessuno interessa salvarlo. Non gli resta che aspettare la morte. Carico di immagini simboliche nella povertà rurale dettata dalla fine della guerra, il viaggio del protagonista continua su un treno “al contrario”, una visita alla madre e finalmente la scoperta di un medico disposto a curarlo.

Tavola preparatoria di Nejishiki di Tusge Yoshiharu
Immagine tratta da https://fromdusktilldrawnblog.wordpress.com/2016/05/04/screw-style-by-yoshiharu-tsuge-jp-1968/

In molti sostengono che sia proprio questo racconto ad inaugurare l’introduzione di una narrativa del sogno (o dell’incubo). Secondo il poeta Amazawa Taijirō, se nei primi racconti ci aveva abituato ad un punto di vista privato, contestualizzabile nella corrente dello shishōsetsu***, in Nejishiki l’ambientazione diventa più insolita e il protagonista è intrappolato in un incubo. Il villaggio di pescatori Futomi, (prefettura di Chiba), è filtrato dallo sguardo onirico dell’autore: la grande capacità di Tsuge è quella di rendere universale l’incubo del protagonista.

Tavola in cui si vede la valvola chiudi arteria
Scansione della tavola da https://fromdusktilldrawnblog.wordpress.com/2016/05/04/screw-style-by-yoshiharu-tsuge-jp-1968/

Come Matsuo Bashō, il grande maestro di haiku del periodo Edo, anche Tsuge era un istancabile viaggiatore. A volte veniva accompagnato dal fotografo Kitai Kazuo. Sono molte le opere in cui racconta esperienze tratte dai suoi viaggi. Per citare qualche titolo come Akai Hana (il fiore rosso), Nishibeta Mura Jiken (Il caso del villaggio Nishibeta), Futamata Keikoku (La valle Futamata), lo splendido Gensenkan Shujin (Il padrone del Gensenkan). Spesso questi viaggi erano dettati da esigenze spirituali e letterarie, come il viaggio del 1967 da Noto, Hida, Chichibuchi e Izu sulle orme dello scrittore Ibuse Masuji (scrittore ancora inedito in Italia, conosciuto sopratutto per il libro Kuroi Ame, La pioggia nera, su Hiroshima da cui Imamura trasse uno splendido film). La letteratura giapponese sul viaggio è molto ampia, si nutre e si amplia con continui riferimenti storici, culturali e naturali. La catena di rimandi che amplifica le riflessioni poetiche sono pressochè ermetiche per i non giapponesi: è probabile che Tsuge stia arrivando così tardi in Occidente sopratutto per la sua natura culturale strettamente nipponica. Nejishiki, tradotto in Screw Style, venne pubblicato sulle pagine di The Comics Journal #250 nel Febbraio 2003, assurdo se consideriamo che nel 1989 il fumetto veniva adattato in videogioco per la piattaforma PC-9800!

Un uomo nudo nell'albergo
Gensenkan, da Raw #2 (Vol.2)

Se l’influenza di Tsuge è stata fondamentale per l’evoluzione dalla narrazione dell’io a quella del sogno (considerando anche i racconti Yume no Sanpo, Passegiata dei sogni, o Yoshibō no Hanzai, Il crimine di Yoshibō), altrettanto importante è stata la maniera realistica di rappresentare il nudo femminile. Secondo l’editore Gondō Susume Tsuge, disegnando la nudità in maniera realistica ed esponendo in prima persona le sue fantasie e desideri, ha innescato un modo nuovo di rappresentare la sessualità in molti altri autori.**** In Nejishiki troveremo una ambigua ostetrica che dopo la prestazione sessuale curerà il protagonista, sistemando una protesi a forma di rubinetto nell’arteria ferita. L’ostetrica chiama questa terapia «○×方式» (traslitterato in nejishiki), ammonendo di non chiudere il rubinetto altrimenti fermerebbe la circolazione sanguigna nel braccio.

Parodia di Neshijiki
Immagine di Watase no kuni no nejishiki tratta dal web

Ad inserire Tsuge nell’olimpo dei mangaka, al pari di Tezuka Osamu o di Mizuki Shigeru, del quale Tsuge fu assistente per un breve periodo nel 1965, sono in moltissimi. Possiamo citarne qualcuno al di fuori del “gruppo Garo”: tra cui Hirokane Kenshi (mangaka dai forti connotati sociali conosciuto per Hyūman Sukuranburu e Hello Hedgehog), Satō Shūhō (tra le opere principali c’è Burakku Jakku Yoroshiku, ma qui in Italia si è parlato soprattutto di Bokuman) , Kariya Tetsu (scrisse il soggetto di UFO Senshi Daiapolon, giunto in Italia nel 1982 col nome di UFO Diapolon) e Yoshinaga Fumi (pluripremiata autrice di shojo; cliccando sui link andrete alle interviste in cui gli autori parlano di Tsuge). Nejishiki ha avuto anche parodie: nel manga comico Makaroni Hōrensō (Maccheroni di spinaci) di Kamogawa Tsubame e nel manga Watase no kuni no Neshijiki di Eguchi Hisashi, in cui il ragazzo protagonista viene fatto vivere nel mondo del mangaka Watase Seizō. Un riferimento a Nejishiki però compare anche in un manga che conosciamo tutti: Dr Slump & Arale. Akira Toriyama ha deciso di modellare il personaggio di Neshijiki (che compare in tre episodi) dal macchinista del treno di Tsuge: entrambi portano la maschera della volpe da teatro Nō che si può vedere spesso nei matsuri, le feste tradizionali giapponesi.

Nejishiki di Toriyama
Il macchinista di Neshijiki porta una maschera da volpe
Il macchinista di Neshijiki

*Come ci racconta Ryan Holmberg nella postfazione di Inferno di Tatsumi (Coconino 2017).

**Frederik L Schodt, Dreamland Japan: Writings on Modern Manga (2 ed.), Stone Bridge Press (1999)

***Shishōsetsu o Romanzo dell’Io (私小説) è un genere letterario appartenente alla letteratura giapponese, usato per indicare un tipo di romanzo confessionale dove gli eventi nella storia raccontata corrispondono agli eventi della vita dell’autore. Uno dei romanzi più rappresentativi di questa corrente è Futon di Katai Tayama.

****Gondō Susume, Tsuge Yoshiharu Gensō Kikō (Il viaggio fantastico di Tsuge Yoshiharu), Rippu Shobō, 1998

 

 

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