Carrellata di fanze punk dal Crack 2017

CRACK 2017

Dal 2005 a Roma si svolge il festival Crack! Fumetti dirompenti sul fumetto e l’arte stampata. Probabilmente è l’evento sul fumetto underground completamente autogestito più grande del pianeta. Aperto a tutti gli indipendenti, outsider, iconoclasti e disagiati del pianeta. Nello squat più grande d’Europa, il Forteprenestino occupato dal 1986, per cinque giorni imperversa questo sabbah cyberpunk, orgia di inchiostro, il più folle carnevale del male che i miei poveri occhi abbiano mai visto. Dopo la visita all’Afa Becomix ritorna nei fetival dell’oscurità. Per rimanere vicino allo spirito tossico dell’evento mostreremo, piuttosto che fumetti veri e propri, qualche autoproduzione punk contro tutto e tutti. Ecco la carrellata!

Vacilar comics

Vacilar è una selezione di fumetti disegnati tra il 2014 e 2016 da Rafael Rodriguez “Pachiclon”. La maggior parte di questi fumetti sono apparsi nella rubrica Fumetti della settimana di Noisey. Stampato nel giugno 2016.

Copertina di Vacilar. Gialla - Crack 2017

due pagine interne di Vacilar.

La morte su Vacilar

Torappu

Torappu, che significa trappola in giapponese, anzi in gairago ovvero il lessico giapponese di origine straniera, è un’autoproduzione di tre autori napoletani. Selvaggi.

Torappu - Crack 2017

pagina interna di Torappu

pagina finale con i contatti

Dio di me stesso – Alessandro Galatola

Alessandro Galatola è nato a Bari nel 1993. Ha pubblicato su riviste indipendenti come Snuff Comix, Fumè, Gestopo Propaganda e Carousel. Sulle riviste virtuali lo troviamo su Verticalismi, 4Panel, Curzio. Nel 2015 ha autoprodotto SAFE SPACE #1. Dio di me stesso lo abbiamo reperito dallo stand di Just Indie Comics che lo hanno prodotto insieme a Co-co. E’ stato presentato al Just Indie Comics Festival dello scorso giugno.

Copertina di Dio di me stesso

 

pagine interne di DIo di me stesso

bananE

Banane Fanzine pone un pesante interrogativo: semplice frutto delizioso o pericolo per le popolazioni? Quanto ci costa a livello energetico importare questa prelibatezza tropicale? 31 fumettisti e autori intervengono sul tema. Banane Fanzine è un progetto di Davide Spillari e Valerio Veneruso.  Tra i partecipanti: AkaB – Francesco Cutway – Mike Diana – Dr. Pira – Oral Giacomini – Giulia Gorga – Hal 9000 – King Simon – Maicol&Mirco – Goga Mason – Ruben Pirito – Thomas Raimondi – Davide Bart Salvemini – Tommy Gun Moretti – Z.Wax. La copertina, di cui abbiamo preso la stampa, è del lisergico illustratore romano Enrico D’Elia della Brigata RGB.

Banana psichedelica by Brigata RGB

Banana Fanzine al Crack 2017

Go fuck yourself

Per chiudere la piccola mostra di fanze del Crack 2017 mostriamo Go fuck yourself che è una fanzine sull’autoproduzione di sex toys e gender-benbing devices. Per il sesso del futuro.

 

Fior Fiordi di fumetti – Oslo Comics Expo 2017

Logo dell'Oslo Comics Festival 2017 by Lisa Hanawalt

Quando prenoti un viaggio in Norvegia e pochi giorni prima di partire scopri che c’è l’Oslo Comics Expo sembra decisamente un segno del destino. In giorni uggiosi, in fondo allo Oslofjord, lenta procede la Færder Regatta, regata regia che si svolge ogni anno da Oslo a Tønsberg. Ma non è di barche che dobbiamo parlare!

Biblioteca Grünerløkka, dove gli artisti dell' Oslo Comics Expo venivano intervistati

Per estrema sintesi possiamo dire che si tratta di un padiglione di medie dimensioni denso di fumetti e autoproduzioni davanti alla Biblioteca Grünerløkka, dove vengono intervistati gli ospiti. E che ospiti! Quest’anno sono presenti nientemeno che: Lisa Hanawalt, Sarah Glidden, Sammy Harkham, Berliac, Anna Haifisch, Olivier Schrauwen e Ida Neverdah, più altri autori norvegesi. Un festival di piccole proporzioni con una chiara proposta culturale, con autori nazionali e internazionali che rappresentano il nuovo corso della nona arte. Manco a dirlo, di cosplayer non se ne vede neanche l’ombra.

Padiglione dell'Oslo Comics Expo 2017

L'illustratrice Anna Haifisch

La prima persona che incontriamo è, in tutta la sua cuteness, Anna Haifisch. Avevamo già citato il suo lavoro The Artist, edito da Breakdown Press, quando andammo in visita ad Angouleme. Oramai lo splendido libricino, delicato e profondo, caustico e profondamente reale, è sold-out e vorremmo davvero vederlo pubblicato in Italia. Editori, qualcuno ha visto il suo lavoro? Anna Haifisch è stata così carina da regalarci un poster, e vi mostro la foto solo per farvi provare gelosia!

poster di Anna Haifisch. Una foca scivola nella bocca di una orca
The world, so big, has room for everything – but not for all of us

Per stare proprio “sul pezzo” abbiamo assistito all’intervista del “controverso” gaijin gekiga mangaka Berliac, la cui pubblicazione di Sadboi da parte della Drawn & Quarterly è stata clamorosamente cancellata per accuse di transfobia. Berliac durante l'intervista

Durante l’intervista Berliac spiega il suo punto di vista sul concetto di appropriazione culturale: bisogna fare un distinguo tra quelle appropriazioni politiche legate a contesti post-coloniali, e quelle culturali che sono inevitabili. Ci racconta inoltre che molti giapponesi vedendo il suo lavoro esprimono un senso di gratitudine (ad esempio le parole di Asakawa Mitsuhiro, ex editor di AX, sulla questione di questi giorni, che potete trovare su Twitter) di fronte ad un orgoglio nazionale ai minimi storici. Posso aggiungere io che l’arte è sempre un “discorso” tra passato e presente, tra opera e opera, e che considerando quanto Tezuka si sia ispirato alla Disney la questione non si pone. Aggiungo ancora, per quel che riguarda l’essay gayjin- manga, che bisogna fare un distinguo tra “provocazione” artistica e teoria: facendo un paragone forse azzardato anche Pasolini nelle sue opere esprimeva un comunismo eretico lontano dalle linee di partito. Abbiamo già visto quindi quanto sia miope giudicare un prodotto culturale con rigida mentalità teorica.

Copertina di Asian Store Junkies

Su Sadboi ci spiega che inizialmente doveva trattarsi di un opera su Jean Genet, scrittore con il quale il fumettista si sente rappresentato. Non ho preso l’opera perché di norvegese non ci capisco niente e ci rivela che le pubblicazioni in altre lingue sono assai prossime. Speriamo che arrivi presto in Italia e senza problemi. Sappiamo quanto Vincenzo Filosa si sia impegnato e si sia compromesso nel sostegno di questo autore, un lavoro che non ha prezzo. Ho preso però il primo divertentissimo albetto di Asian Store Junkies pubblicato precedentemente nelle pagine virtuali di Vice.

La dedica di Berliac

Non sono riuscito ad assistere ad altre interviste, ma ogni autore presente sarebbe da conoscere e da approfondire. Lisa Hanawalt ha realizzato la locandina di questa edizione: conosciuta principalmente per la serie BoJack Horseman, è una fine illustratrice. Provate My Dirty, Dumb Eyes o Hot Dog Taste Test, non ve ne pentirete. Olivier Schrauwen presentava il suo Arsène Schrauwen, libro che racconta le avventure fittizie di suo nonno, edito da Fantagraphics. Il titolo sembra interessantissimo, peccato che ormai si possa comprare solo digitalmente.

Copertina di Arsène Schrauwen

Banco pieno di fumetti Gli autori norvegesi sembrano molto interessanti, peccato lo scoglio della lingua. Nella foto qui sopra c’è il volume super kawaii di Ida Neverdahl. Per approfondire un po’ il fumetto scandinavo ho preso un’antologia in parte in inglese ed in parte no (argh!!!) Blokk: Byrjing.

Copertina ricorsiva di Byrjing, in cui una donna in cinta e il feto leggono un fumetto

Mari Ahokoivu – Daddy’s Gone
Victoria Kielland – Spettet

Abbiamo preso anche un fumetto di John Arne Sæterøy, noto semplicemente come Jason. Molto conosciuto internazionalmente e vincitore di vari prestigiosi premi (Harvey Award, Eisner Award) il suo stile di personaggi antropomorfi ci ricorda vagamente quello di Lewis Trondheim. Il libricino En Katt Fra Himmelen, è facilmente comprensibile in quanto non ci sono molti dialoghi.

Tavole di Jason in cui il protagonista picchia la ragazza

All’Oslo Comics Expo erano presenti anche i ragazzi sloveni di Stripburger, con le loro produzioni underground dal 1992.

stripburger comics all' Oslo Comics Expo

Non sono riuscito a portarmi via questa splendida produzione LEA, in quanto non avevo contanti con me, credendo che fosse possibile comprare tutto con la carta di credito. Ho chiesto all’autore, del quale non ho segnato il nome, di inserire il fumetto su Becomix, così da poterlo acquistare!

Fumetto LEA

E questo è tutto! Abbiamo caricato un nuovo form di inserimento sul sito e lo stiamo testando, perché non ci date una mano e segnalate le problematiche?

 

Il titolo dell’articolo è stato gentilmente consigliato da Emiliano Pirri! Grazie mille!

Becomix a Startuppato 2017 – Innovating by networking

Becomix a Startuppato 2017. Il nostro stand è ricoperto di fumetti (Magnus, X-Men, Crumb, Umezu, Ranxerox)

Dato che il progetto Becomix è incubato all’interno del Treatabit del Politecnico di Torino abbiamo partecipato a Startuppato 2017, la serata di networking dedicata agli innovatori. Per una volta ci ritroviamo a non parlare di fumetti ma delle start up che ci hanno colpito maggiormente. Le categorie erano molte: dall’Internet of Things alla Cyber Security, dal social travelling alla domotica, passando per i settori del cleantech, della ristorazione, della realtà virtuale e dell’intrattenimento. Esploriamo quindi con ordine.

Aiko, che significa Artificial Intelligence for Space Mission Autonomy, è una startup che permette capacità di decision-making a bordo delle navicelle spaziali. Creano intelligenze artificiali che seguono comandi specifici come Replannig, Failure Detection, Isolation and Reconfiguration, Event Detection, Data Selection. Se volete saperne di più visitate il sito www.aikospace.com

 

Foto di Startuppato 2017
foto presa dal facebook del Treatabit

I ragazzi di Dead Pixels stanno sviluppando Singularity Project, un videogioco di ruolo fantascientifico interamente per la realtà virtuale. Il giocatore ha la possibilità di esplorare una galassia durante lo contro finale tra umani e alieni. Qui il trailer.

NapsyGames presenta due progetti: il gioco MathDungeon, allenamento al calcolo veloce per bambini, e Lisa, una piattaforma educativa pensata per le scuole.

 

Teamies è una app per  il Fantacalcio virtuale. Offre una community dove giocare con i propri amici e trovarne di nuovi.
Questa immagine eloquente spiega già tutto.
Tante app per il fitness e per la salute, come Pharmercure, servizio per la consegna a casa (in tempi rapidi) di farmaci. Moltissime sul cibo come Pregusta, la startup che permette di prenotare degustazioni di vino nelle migliori cantine d’Italia o Drinkvery, che consegna bibite a qualsiasi ora (in Francia esiste già un servizio analogo e si chiama Hallo Apéro).
Il fumetto non era proprio il tema centrale della manifestazione, ma siamo riusciti a ottenere il supporto di qualche fumettologo e ben due voti come migliore start up. Ci siamo divertiti e ammettiamo che abbiamo bevuto più birre rispetto alla consumazione omaggio offertaci dagli organizzatori! Ma dato che s tratta di start up in divenire, perchè non chiamare il festival al gerundio, Startuppando?

 

Le fichissime autoproduzioni anderground dell’AFA 2017

Si è concluso domenica sera l’AFA 2017, il festival delle autoproduzioni “fichissime” ed anderground al leoncavallo di Milano. Siamo andati col nostro banchetto di Tox per spargere adesivi di Minne ed ovviamente per Becomix. Ho scattato qualche pessima foto non tanto per testimoniare che l’autoproduzione goda di ottima salute (cosa ormai risaputa), ma per mostrare qualcosa a chi non è potuto esserci.

YELLOW KIM

L’esposizione principale di questo AFA 2017 è sulla fantomatica casa editrice underground nordcoreana Yellow Kim. Il fondatore fu il leggendario Aju Meosjin, ma gli artisti coinvolti sono insospettabilmente tantissimi. Potete trovare tutte le informazioni qui (wiki), qui (Bizzarro Bazar) e qui (Lo spazio bianco). Il catalogo in vendita è curato molto bene e vi troviamo le bio di tutti gli artisti coinvolti. Credere che sia tutto vero  ci fa sentire felici, perché porsi troppe domande?

foto del catalogo della mostra Yellow Kim dell' afa 2017 . Illustrazione di Fabio Tonetto
Sembra proprio una illustrazione di Fabio Tonetto
immagine di Fabio Ramiro Rossin dell'afa 2017
Ecco da chi si è ispirato Fabio Ramiro Rossin
Lo stile inimitabile di Baek “La Placa” Yeon

nudo femminile nordcoreano

 

FANZINE FANZINE FANZINE!!!

Mostre a parte, ciò che caratterizza questi festival sotterranei sono le produzioni punk, grezze ed iconoclaste. Coloro che forse rappresentano meglio questo tipo di fumetto sono gli Snuff Comix. Partiti in bombissima qualche anno fa si son dovuti fermare un attimo a causa di paypal, che ha bloccato le loro vendite online per futili pretese. Da segnalare il numero 8 sul tema dell’esoterismo con illustratori come Jurictus Necatombe, Vixene Vixe e Ze Burnay.

snuff comix all' afa 2017

 Pelo è la fanzine illustrata che tira più di un carro di buoi. Gli artisti coinvolti in questa curata autoproduzione di Urbino sono davvero tanti. A curare la rivista è Camilla Pintonato con una direzione artistica notevole.

Pelo #1 e #2

In questa seconda edizione sono presenti tre tra le più interessanti firme del fumetto underground sudamericano: Martin Lopez Lam, Abraham Diaz e Eias Tano. fanzine sudamericane. si vede un diavolo

I ragazzi di Cargo hanno smesso di proporre unicamente i loro viaggi grafici e con Malmessi pubblicano il loro primo graphic novel.fronte e retro di Malmessi

Ai ragazzi di Phorno non importa proprio nulla di offrire edizioni patinate e stampano le loro turpitudini in fotocopie grezze. Super divertenti sono i ragazzi di Mortazza (di cui sfortunatamente non ho nessuna foto decente). Se per caso siete alla ricerca di un fumetto in cui Gerry Scotti violenta un gruppo di mini-pony è a loro che dovete chiedere.

squallide fanzine fotocopiate del collettivo Phorno

 

SERIGRAFIE, MAGLIETTE ED ALTRE AMENITÀ

Ovviamente non troviamo solo fumetti: ecco lo stand della casa creativa torinese Wunderkammer con le sue blasfeme produzioni. Notate le madonne/vulve (fichedellamadonna) di Crisiplastica? Un ottima idea regalo per la cresima della vostra cuginetta.

tavolata della Wunderkammer con oggetti plastici e illustrazioni

L’autore di questa affascinante serigrafia è Johnny Cobalto. serigrafia di re diavolo all'afa 2017

Ovviamente non potevano mancare le stampe di Hurricane Ivan, promotore del festival e tra gli organizzatori della mostra Yellow Kim. La sua Botanica Satanica mi ha conquistato. Nell’albetto si possono ritagliare dei semini da piantare, ma non credo che rovinerò lo spillato per vedere crescere questi fiori del male.

Per quel che mi riguarda i vincitori di questo festival sono loro. Avevano già spaccato tutto al Crack dell’anno scorso a Roma e non accennano a fermarsi. Giochi Penosi è l’unica casa produttrice di videogiochi con Grezzo 2, uno sparatutto alla Duke Nukem ambientato a Perugia e l’imperdibile Botte e Bamba II Turbo, picchiaduro trash con tutti i nostri personaggi televisivi preferiti. Basta dire che il KO che segna la fine del combattimento è quello di Ok il prezzo è giusto. So per certo che i ragazzi continueranno a stupirci. Il gioco sfortunatamente non è in cartuccia 16 bit, ma gli sviluppatori non precludono questa eventualità per il futuro.

Locandina e confezione del videogioco, come se fosse una cartuccia 16 bit

Finisco questa sezione col proporvi una foto delle ormai esaurite caramelline Licio Jelly, omaggio ad un noto massone nostrano. Queste chicche sono offerte dal Lolo Solomon Duo, di cui fa parte anche un autore di Tox.

Caramelline Licio Jelly,venerabili maestre di bontà

UNA VERA CHICCA DALL’ORIENTE

Ultima parte di questo articolo sull’Afa 2017 per parlarvi di una vera chicca, e questa volta orientale al 100%. A proporci una perla del 1977 è il museo del fumetto WOW SPazio fumetto. Si tratta del primo “fumetto” arrivato in italia che elogia le gesta del giovane rivoluzionario Lenin. Che si possa parlare di fumetto non ne sono sicuro in quanto le immagini non sono accompagnate da baloon ma da didascalie. Il libro è stato redatto e illustrato sulla base del film omonimo e la prima edizione è del 1970. L’edizione italiana è stata a cura di Luigi F. Bona Editore.

Copertina di Lenin nella rivoluzione d'ottobre Interno di Lenin nella rivoluzione d'ottobre

 

Questo articolo non è assolutamente esaustivo di tutte le realtà presenti all’interno dell’ Afa 2017. Mi sono riservato qualche chicca per parlarvene in seguito! Se volete ancora fiere del fumetto, perché non vi leggete i due articoli su Angouleme 2017? da qui e qui.

State sintonizzati che presto ci saranno importanti novità sul sito!

Angouleme 2017 – Le mostre di Kamimura, Sophie Guerrive e Knock Outsider Komiks

Continuiamo a raccontarvi il nostro viaggio nel festival di Angoulême. Oltre ai padiglioni la cittadina offre molte mostre interessanti. La proposta di quest’anno è molto varia e stimolante: tra le tredici esposizioni ci troviamo Will Eisner, le nuove rivistazioni di Mickey Mouse da parte di Tebo e Trondheim, un fumetto di quindici metri del fumettista Phillippe Dupuy. Visionarle tutte in due giorni è un impresa ardua e noi non ci siamo riusciti.  Abbiamo scelto di parlarvi di tre delle tredici offerte, ovvero quella di Kazuo Kamimura, Sophie Guerrive e Knock Outsider Komiks.

 

Kazuo Kamimura: l’estampiste du manga

Immagine per rivista anni '70. Donna con cappello beve un frapè. Gioco di ombre del cappello sul viso
Uno dei disegni realizzati per riviste di moda. Immagine tratta da http://www.bdangouleme.com

Kazuo Kamimura nacque nel 1940 a Yokosuka, un piccolo porto nella penisola di Miura. Dopo essersi laureato a 23 anni in disegno nell’Accademia delle Belle Arti iniziò a lavorare per un’agenzia pubblicitaria, ma abbandonò ben presto questo lavoro per gettarsi nel mondo dei manga. La sua fu una produzione enorme (negli anni più produttivi riuscì a superare le 400 tavole al mese) prima di scomparire prematuramente nel 1986, a 45 anni, per un tumore alla faringe. Assistente del “Dio dei manga” Osamu Tezuka, Kamimura ha lavorato con grandi sceneggiatori come Kazuo Koike, Yu Aku o Ikki Kajiwara, oltre a scrivere sceneggiature proprie.

Kazuo Kamimura nel suo studio
Kazuo Kamimura nel suo studio.

Kazuo Kamimura è un esponente del gekiga, termine inventato dal Yoshihiro Tastumi per indicare i manga di carattere più maturo. La sua opera, di una squisitezza ed eleganza estetica senza pari, si avvicina alla nuovelle vague cinematografica, nello stile e nei contenuti. La femminilità, la passione sfrenata, lo scontro culturale tra tradizione patriarcale ed emancipazione sono le tematiche preponderanti. Rikon Kurabu (Il club delle divorziate, presto in Italia per BD Edizioni) racchiude tutte le caratteristiche peculiari dell’autore. L’edizione francese (edito da Kana) non ha caso è la vincitrice del Prix Patrimoine.

Tavola originale della copertina del terzo numero di Lady Snowblood
Tavola originale della copertina del terzo numero di Lady Snowblood. Immagine tratta da http://www.bdangouleme.com

Nonostante in Giappone fosse già da tempo una vera celebrità, negli anni 2000 è stato Tarantino a far riparlare della sua opera con un’eco mondiale: il personaggio di O-Ren Ishii del suo Kill Bill è ispirato dal protagonista di Shurayukihime, ovvero Lady Snowblood, film di Toshiya Fujita, tratto dal manga disegnato da Kamimura e sceneggiato dal grandissimo Kazuo Koike (sceneggiatore tra l’altro del bellissimo Lone Wolf & Cub. Vi ricordate dello Ius Kozure ōkami???). In Italia possiamo trovare questo titolo e Una gru infreddolita – Storia di una geisha, entrambi per BD edizioni.

Copertina del fumetto Maria. Una ragazza giapponese circondata da fiori e uccelli colorati sotto un arcolbaleno.
Maria di Kamimura. Immagine tratta dal web.

Opere come Shinanogawa (Il fiume Shinano), Kyōjin Kankei (Relazione folle) e Dōsei jidai (L’epoca della convivenza, tradotto in francese con il titolo Lorsque nous vivions ensemble) esplorano i temi della ricerca del amore, della quotidianità femminile, delle contraddizioni sociali tra il passato e la modernità. Una modernità obbligata, in un primo momento dagli oligarchi del periodo Meiji e in un secondo dagli americani dopo la guerra, che ha creato lacerazioni profonde nel senso di appartenenza nazionale. Anche la vendetta, corollario di passioni amorose, è una tematica centrale dell’opera di Kamimura, in particolare grazie al personaggio di Lady Snowblood, una giovane assassina dalla gelida bellezza alla ricerca della sua giustizia nel Giappone feudale dell’epoca Edo. In ogni sua opera Kamimura riesce ad esprimere le passioni interiori, tempeste di sentimenti e drammi come fossero manga d’azione.

Disegno di donna con rossetto e specchio. Lo specchio è macchiato di rossetto e si vede un uomo ucire dalla casa.
Immagine tratta http://unastanzapienadimanga.blogspot.it

Oltre al suo lavoro di mangaka Kamimura era molto richiesto come illustratore: nella esposizione possiamo vedere qualche tavola originale delle 260 (circa) copertine di riviste commissionatigli.

La mostra nel Musée d’Angoulême è più ampia di quella vista a Lucca Comics, sono presenti 150 tavole e illustrazioni, la mostra è prodotta da 9eArt+. Per la prima volta in Francia e dura fino al 12 marzo. Visita obbligata per gli amanti del gekiga.

 

Sophie Guerrive: Honneur et profit

Immagine di una cittadina mediorentale con ura. Molti personaggi presenti.
immagine tratta da http://ionedition.net

Nata a Marsiglia, diplomata nella scuola di Arti Decorative di Strasburgo e in seguito laureatasi nell’università d’Aix-en-Provence, Sophie Guerrive, dopo aver allestito una galleria d’illustrazioni a Marsiglia, ha iniziato a pubblicare nel 2007, per Warnum ed in seguito per Ion e Delcourt. Nel 2016 pubblica Capitaine Mulet, lunga storia di avventure mediovali per Edizioni 2024, in seguito Tulipe, raccolta di storie brevi in cui personaggi animali meditano sul senso della loro esistenza. Vive ad Angoulême ed è in residenza nella Maison des Auteurs.

Particolare di una tavola esposta. Miniatura medioevale naife: una coppia balla, altri portano barili.
Particolare di una tavola esposta.

Sophie Guerrive ha uno stile minimale ma sofisticato, curato in ogni dettaglio, in cui umorismo e poesia si incontrano svelandoci l’assurdo dell’esistenza. Il lettore diventa un osservatore ed esploratore di terre lontane, perdendosi nelle sue tavole storiche, piene di riferimenti medioevali, alle miniature orientali, all’iconografia occulta dei tarocchi. Impressionante la lunga pergamena in cui viene raccontata la storia dell’umanità.

La lunga pergamena che racconta la storia dell'umanità.
La lunga pergamena che racconta la storia dell’umanità.

La mostra era visitabile nella Galerie Art Image, è stata prodotta da Éditions 2024 / 9eArt+. Non conoscevamo il talento della Guerrive: il suo sguardo onirico e filosofico ci ha davvero impressionato. Speriamo che arrivi in Italia presto.

Due draghi marini si sfidano.
“Pieuvre / Pulpo / Octopus”, da “Marinas”. Immagine da http://elhurgador.blogspot.it

 

Knock Outsider Komiks (starring Dominique Théâte)

L’ultima mostra che segnaliamo è una vera e propria chicca per gli amanti dell’art brut.

Dominique Théâte, nata nel 1968 a Liege e studentessa di belle arti, a 18 anni ha avuto un incidente che l’ha tenuta in coma. Questo incidente l’ha costretta a riconsiderare la sua vita e la sua arte. Da allora Dominique Théâte rappresenta nei suoi disegni una forma d’incanto dotata della rara facoltà di fungere da specchio delle nostre speranze. Lei mette in scena la propria vita, partendo da autoritratti ispirati dalla propria carta d’identità al costume che indosserebbe al proprio matrimonio. Riproduce lo « schéma de mon corps » in opere autobiografiche che combinano arte figuraiva e scrittura per descrivere i suoi vestiti, la sua passione per le macchine (BMW in particolare, simbolo ultimo di successo) e il ruolo che interpreta in una pièce teatrale.

La mostra inoltre ospita altri membri del collettivo La « S » per presentare le loro creazioni.

Locandina dell'esposizione di Angoulême. Un Popeye "scarabocchiato" tira un pugno.
Locandina dell’esposizione tratta da http://www.bdangouleme.com

I creatori de La « S » – Grand Atelier, laboratorio artistico di Vielsalm, in Belgio, sono portatori di handicap mentali e sono aiutati da artisti professionisti nello sviluppo delle loro creazioni. La funzione degli artisti non è però d’intervenire direttamente sui processi di creazione, ma d’offrire un aiuto tecnico privilegiando il dialogo. La «S » inoltre cerca d’interagire con tutti i campi dell’arte contemporanea: pittura, musica, stampe, textile design, animazione. Anche il fumetto è nel loro campo di azione, infatti nel 2007 insieme collettivo Frémok, è stata allestita la mostra Match de Catch prima a Vielsalm e in seguito ad Angouleme. La « S » e Frémok hanno fondato Knock Outsider!, una label editoriale dedicata all’art brut contemporanea.

 

Capitan Harlock in versione "brut".
Capitan Harlock in versione “brut”.

In questa mostra il visitatore potrà ammirare una metropoli di cartone e nastro adesivo creata da Marcel Schmitz, la quale è servita da base per la creazione del fumetto Vivre à FranDisco insieme a Thierry Van Hasselt. Nella collezione si vede anche L’Amour dominical, un fumetto di Dominique Goblet e Dominique Théâte, il “romanzo fotografico” della stilista Barbare Massart e il fotografo Nicolas Clément e molte rivisitazioni di fumetti da parte degli artitsti outsider. Tratti primitivi, associazioni libere di immagini, ingenuità altra e poetica deforme: troverete questo e altro nelle sale dell’Hôtel Saint-Simon.

La metropoli di cartone e nastro adesivo creato da Marcel Schmitz.
La metropoli di cartone e nastro adesivo creato da Marcel Schmitz.

La mostra durava solo i giorni del festival. L’allestimento è stato curato da La « S » Grand Atelier, Frémok e 9eArt+; gli artisti esposti sono Yvan Alagbé, Sarah Albert, Adolfo Avril, Nicolas Clément, Pascal Cornélis, Collectif Couteau, Serge Delaunay, Olivier Deprez, Gabriel Evrard, Dominique Goblet, Jean Leclercq, Joseph Lambert, Pascal Leyder, Jean-Christophe Long, Barbara Massart, Rémy Pierlot, Marcel Schmitz, Dominique Théâte, Thierry Van Hasselt.

Tavole di fumetto "brut", copia di una tavola di un manga.
Tavole di fumetto “brut”
Con questo piccolo viaggio nelle esposizioni, concludiamo i nostri post su Angoulême. Nel frattempo continuiamo la costruzione del sito e prepariamo una piccola recensione ad uno dei fumetti più caustici comparsi in Italia lo scorso anno. Seguiteci e vedrete che non ve ne pentirete!

Festival di Angoulême 2017 – Le Noveau Monde

La 44ma edizione del Festival international de la bande dessinée d’ Angoulême 2017 si è svolta dal 26 al 29 gennaio e noi di Becomix non potevamo perderci questo evento. Con l’intenzione (o forse solo la scusa) di andare a promuovere il sito, abbiamo passato due giorni nel piccolo capoluogo della Charente. Le giornate ventose e umide, ma fortunatamente tiepide, non hanno spaventato le migliaia di persone che hanno invaso la cittadina. I numeri non raggiungono quelli di Lucca Comics, ma l’atmosfera è decisamente diversa. In questo festival la dimensione culturale e autoriale è perfettamente equilibrata con quella popolare.

Senza avere intenzione di scrivere un report accurato dell’intero festival, in due articoli vi racconteremo cosa ha catturato maggiormente la nostra attenzione, tra espositori e mostre, piccoli aneddoti e curiosità, con la speranza di potervi consigliare qualche fumetto interessante.

Per chi non lo sapesse Lewis Trondheim (abbiamo già parlato del suo Donjon), vincitore del Grand Prix nel 2006, ha creato per il festival la mascotte Le Fauve che dal 2008 è stata usata come modello per i premi.

 

Riuscite a riconoscere le varie incarnazioni di Le Fauve d’Angoulême?

 

La nostra visita è iniziata dal padiglione Le Noveau Monde, proprio vicino all’Hôtel de Ville, quello dedicato al fumetto d’autore e alternativo. Il primo stand a cui avremmo voluto gettare tutti i nostri denari è quello de Editions le Lézard Noir: tra gli autori pubblicati ci sono niente meno che Suehiro Maruo (con Le Monstre au teinte de rose, New National Kid, Lunatic Lover’s, DDT oltre a quelli editi in Italia da Coconino), Kazuo Umezu (con La Maison aux insectes in gara per la Sélection Patrimoine), Jun Hatanaka (devo ancora leggere Mon Vilage che promette molto bene), Takashi Fukutami, Makoto Aida. Eldo Yoshimitsu nello stand firmava il numero uno di Ryuko, mentre Chiisakobe di Minetaro Mochizuki è stato il vincitore de Prix de la Série. Un risultato davvero niente male per la Lucertola Nera.

La maison aux insectes di Kazuo Umezu. Scansione da https://nostroblogs.wordpress.com

 

Particolare di una tavola di Ryuko. Immagine tratta dal sito dell’autore http://www.eldoyoshimizu.com/

 

Chiisakobe di Minetaro Mochizuki, vincitore del Prix de la Série.

 

Mon village di Jun Hatanaka

 

Nello stand della casa editrice francese Misma era presente Simon Hanselmann (Comics Review #1 Hail Satan!) nelle sue vesti femminili. Oltre a firmare autografi lo abbiamo trovato di buon umore e pronto a irriverenti scambi di battute.

 

Simon Hanselmann autografando la sua opera in concorso “Megg & Mogg in Amsterdam” nello stand di Misma.

Sulla polemica femminile dello scorso anno, il creatore di Megg & Mogg ha la sua opinione: “Avrebbero dovuto dare il premio a me, dato che sono sia maschio che femmina”. Peccato che neanche quest’anno è riuscito a portarsi la bestiolina a casa (era in concorso con Megg & Mogg in Amsterdam). Non essendoci soldi in palio, non ne era troppo dispiaciuto/a . A proposito del Fauve d’Angouleme Simon ci ha fatto notare che ha uno spinello in bocca, proprio come Mogg. A pensarci bene più che una canna ci sembra un naso, ma ci piace credere che come Pippo anche il Fauve sia uno sballato.

Non troppo lontano dallo stand di Misma abbiamo trovato l’editore spagnolo Fulgencio Pimentel. Tra le varie proposte vediamo anche Zanardi finalmente tradotto in spagnolo. Cesar Sanchez, l’editore, ci spiega che, tra difficoltà di traduzione e problemi di diritti, non è stata un impresa semplice. L’edizione ha copertine di diverso colore e sembra particolarmente curata. Segnaliamo anche l’antologia Terry, con tavole (alcune inedite) di Los Bravù, Nacho Garcia, Sindre Goksoyr, Michael DeForge, Simon Hanselmann, Seeichi Hayashi e molti altri. Non rimangono molte copie, conviene prendersene una alla svelta.

Ecco lo Zanardi in spagnolo nello stand di Fulgencio Pimental.

Éditions Actes Sud è presente con molte proposte interessanti: ci troviamo Camille Jourdy a firmare la sua ultima opera Juliette e Brech Evens con Panthère. Ci ha particolarmente colpito La Maison de l’architecte polonais et de sa femme algérienne restée au pays di Edit Chambon e Jacques Bablon.

 

Camille Jourdy che firma Juliette.
Immagine tratta dal web

 

Uno stand piccolo ma significativo è quello della londinese Breakdown Press: ci troviamo titoli come The Artist di Anna Haifisch, lo psichedelico Picnoleptic Inertia di Stathis Tsemberlidis, Klaus Magazine di Richard Short e per gli amanti del fumetto giapponese anni ’70 vari titoli di Seiichi Hayashi, tra cui il bellissimo Flowerin Harbour e Ding Dong Circus and other stories 1967-1974 di Sasaki Maki.

 

Tom Oldham della Breakdown Press.

 

Con introduzione dell’autore.

 

The artist di Anna Haifisch.

 

Una tavola de Picnoleptic Inertia di Stathis Tsemberlidis. Le ultime tre immagini sono tratte da http://www.breakdownpress.com

 

Abbiamo avvistato anche grandi fumettisti italiani come Igort e Paolo Bacillieri. ZeroCalcare, con il suo Kobane Calling, edito da Cambourakis, era tra i candidati per il Prix spécial du  jury. Era presente Lucia Biagi, con il suo nuovo graphic novel Sestrières, per Editions çà et là. Dai colori fluo decisamente accattivanti, non vediamo l’ora di leggerlo in italiano (verrà pubblicato da Eris Edizioni con il nome di Misdirection).

 

foto dell’autrice.

L’etichetta parigina SQUAME, curata dall’artista Francesca Protopapa, in arte Il Pistrice, presentava Metamorphoses, una antologia di rivisitazioni dei miti del Metamorphoseon libri XV di Publio Ovidio Nasone. Sono presenti ben sedici artisti tra cui Francesco Guarnaccia, Martoz e Lucio Villani. La sovracopertina in serigrafia è stampata dai bolognesi Inuit, presenti con le loro preziose produzioni in risografia.

Immagine tratta da Comicus.it

Concludiamo qui la prima parte del nostro racconto. Nella seconda ci concetreremo sulle mostre che abbiamo visitato (Kazuo Kamimura, Knock Outsider Komiks e Sophie Guerrive). Sperando di avervi incuriosito, continuiamo la lettura dei fumetti portati a casa.