Carrellata di fanze punk dal Crack 2017

CRACK 2017

Dal 2005 a Roma si svolge il festival Crack! Fumetti dirompenti sul fumetto e l’arte stampata. Probabilmente è l’evento sul fumetto underground completamente autogestito più grande del pianeta. Aperto a tutti gli indipendenti, outsider, iconoclasti e disagiati del pianeta. Nello squat più grande d’Europa, il Forteprenestino occupato dal 1986, per cinque giorni imperversa questo sabbah cyberpunk, orgia di inchiostro, il più folle carnevale del male che i miei poveri occhi abbiano mai visto. Dopo la visita all’Afa Becomix ritorna nei fetival dell’oscurità. Per rimanere vicino allo spirito tossico dell’evento mostreremo, piuttosto che fumetti veri e propri, qualche autoproduzione punk contro tutto e tutti. Ecco la carrellata!

Vacilar comics

Vacilar è una selezione di fumetti disegnati tra il 2014 e 2016 da Rafael Rodriguez “Pachiclon”. La maggior parte di questi fumetti sono apparsi nella rubrica Fumetti della settimana di Noisey. Stampato nel giugno 2016.

Copertina di Vacilar. Gialla - Crack 2017

due pagine interne di Vacilar.

La morte su Vacilar

Torappu

Torappu, che significa trappola in giapponese, anzi in gairago ovvero il lessico giapponese di origine straniera, è un’autoproduzione di tre autori napoletani. Selvaggi.

Torappu - Crack 2017

pagina interna di Torappu

pagina finale con i contatti

Dio di me stesso – Alessandro Galatola

Alessandro Galatola è nato a Bari nel 1993. Ha pubblicato su riviste indipendenti come Snuff Comix, Fumè, Gestopo Propaganda e Carousel. Sulle riviste virtuali lo troviamo su Verticalismi, 4Panel, Curzio. Nel 2015 ha autoprodotto SAFE SPACE #1. Dio di me stesso lo abbiamo reperito dallo stand di Just Indie Comics che lo hanno prodotto insieme a Co-co. E’ stato presentato al Just Indie Comics Festival dello scorso giugno.

Copertina di Dio di me stesso

 

pagine interne di DIo di me stesso

bananE

Banane Fanzine pone un pesante interrogativo: semplice frutto delizioso o pericolo per le popolazioni? Quanto ci costa a livello energetico importare questa prelibatezza tropicale? 31 fumettisti e autori intervengono sul tema. Banane Fanzine è un progetto di Davide Spillari e Valerio Veneruso.  Tra i partecipanti: AkaB – Francesco Cutway – Mike Diana – Dr. Pira – Oral Giacomini – Giulia Gorga – Hal 9000 – King Simon – Maicol&Mirco – Goga Mason – Ruben Pirito – Thomas Raimondi – Davide Bart Salvemini – Tommy Gun Moretti – Z.Wax. La copertina, di cui abbiamo preso la stampa, è del lisergico illustratore romano Enrico D’Elia della Brigata RGB.

Banana psichedelica by Brigata RGB

Banana Fanzine al Crack 2017

Go fuck yourself

Per chiudere la piccola mostra di fanze del Crack 2017 mostriamo Go fuck yourself che è una fanzine sull’autoproduzione di sex toys e gender-benbing devices. Per il sesso del futuro.

 

Il nuovo fumetto argentino – DisTinta

DisTinta – Il nuovo fumetto argentino

Il fumetto argentino dovrebbe essere morto, ci spiega Martin Perez, il curatore, insieme a Liniers, dell’antologia DisTinta – Nueva historieta argentina. Con il nuovo e prepotente assedio alla cultura delle immagini, costrette in schermi sempre più piccoli, con sequenze sempre più veloci e una attenzione dello spettatore sempre più volatile, il mezzo artistico basato sul disegno a due dimensioni e narrazione sequenziale dovrebbe essere ormai dimenticato da tempo. L’Argentina ha dato il suo vigoroso contributo alla nona arte, basta citare El Eternauta o fumettisti come Quino, Breccia, Muñoz. Non sono bastate la scomparsa di case editrici negli anni novanta, una distribuzione non più capace di portare i fumetti nelle edicole, la crisi dei formati tradizionali causata da internet a distruggere per una buona volta le historias. No, non sono bastate. Se parlare di una nuova età dell’oro può essere esagerato, quello che si può dire, osservando l’antologia DisTinta, è che il fumetto argentino è vivo e gode di una buona salute.

Copertina di DisTinta - il nuovo fumetto argentino - realizzata da Liniers

A fungere da faro per gli autori, è la rivista autoprodotta ¡Suélteme!, in cui militavano autori come Podeti, Pablo Fayò, Pablo Sapia, Diego Parés e Max Cachimba. Pubblicata annualmente in cinque numeri, dal 1995 al 1999, ¡Suélteme! ha rappresentato la vera resistenza della nona arte. Liniers e Perez hanno deciso però di non includerli nell’antologia per mantenersi ancorati alla realtà contemporanea. Le condizioni economiche sono migliorate e dalle fucine dell’autoproduzione finalmente stanno ritornando riviste e libri. Il web aiuta a creare nuove comunità di lettori e appassionati. Per parlare del fumetto argentino di oggi bisogna per forza citare le riviste Fierro e Comiqueando, la fanzine Catzole, il blog Historietas reales, editori indipendenti come Llanto de Mudo. Grossomodo i 33 autori presenti nell’antologia derivano da queste realtà.

ARIEL LOPEZ V.

Lopez V. (V non come Vendetta, ma dal cognome della madre Verdesco) è di Mataderos. Lavora per il proprio studio di animazione Caramba e si è aggiudicato premi internazionali. Ha pubblicato su Fierro, Rolling Stone e il supplemento Si del quotidiano Clarin. Ora sta lavorando al suo primo graphic novel, Continente, grazie ad una borsa di studio vinta ad Angouleme. Un triangulo perfecto è la storia inedita che compare sull’antologia: un’avventura che ha il sapore borgesiano, dove le sperimentazioni grafiche non nuocciono alla narrazione. Questo link per accedere ad altre figate del suo blog.

 

Doppia tavola molto psichedelica in cui i protagonisti viaggiano in un altra dimensione in cui abita un mostro con testa triangolare

Due tavole dal sapore pop-sperimentale

camila torre notari

Da più di dieci anni Camila Torre Notari pubblica storie brevi e autobiografiche sul suo sito, Blogui Comics. Super prolifica, racconta a fumetti da quando ha diciannove anni e studiava disegno all’Università de Moron e fumetto nella scuola Eugenio Zoppi. Militante dell’autoproduzione, ha scritto anche Como armar un fanzine (Come fare una fanzine). Amante della pizza (ha perfino una fanzine dedicata al piatto più buono del mondo), cura il festival dell’Associazione Civile Viñetas Sueltas. La storia dell’antologia è stata scritta apposta e narra una delle tipiche problematiche di una band: avere un membro che non si sbatte per niente.

 

sempre tavole dallo stesso racconto. c'è una band che suona

Delius

Maria Delia Lozupone porta avanti una doppia carriera: una di libri per l’infanzia, con cui si firma con il proprio nome, e un’altra di fumettista che parla di maternità, amore, dello scorrere del tempo, della natura, di relazioni umane. In questa seconda carriera la sua firma è quella di Delius. Attualmente sta lavorando ad un progetto nuovo e Volver a verte, il racconto dell’antologia, ne farà parte.

tavole in bianco e nero con un disegno naif

sempre tavole in stile naif

Ezequiel Garcia

Ezequiel Garcia è stato il co-editore di El Tripero e al momento è il direttore artistico delle illustrazioni e dei fumetti per la rivista Crisis. Inoltre cura e organizza mostre e collezioni. Dopo il libro del 2013 Creciendo en publico Garcia ha deciso di abbandonare lo stile autobiografico che lo contraddistingueva per gettarsi in opere più sperimentali. Servicio con inteligencia emocional, il racconto da cui abbiamo tratto le immagini, è il secondo capitolo di un libro in costruzione (il primo comparve sulla rivista Un Faulduo). Che dite, deve continuare su questa strada?

Tavola pop-sperimentale

Gato Fernandez

Dopo aver studiato sceneggiatura e lavorato insieme a Carlos Trillo, Gato Fernandez ha collaborato a riviste come Fierro e Clitoris, rivista esclusivamente di autrici femminili. Il racconto dell’antologia, Historia de una nena y Dios (Storia di una bambina e Dio) si basa su un abuso sessuale realmente accaduto e fa parte di un progetto autobiografico ancora in fase di lavorazione.

tavole con un stile vagamente francese

Maria Luque

Illustratrice editoriale, dal 2005 espone i suoi lavori in musei e gallerie. Si è avvicinata al fumetto grazie alle opere di Powerpaola e Marjane Satrapi. Il racconto Una invitacion è legato ai suoi ricordi di infanzia, quando andava al compleanno del nonno. C’erano molte giacche in pelle vera perché all’inizio degli anni novanta la gente non era molto ecologista, ci spiega.

stile da pittura espressionista

Pablo Vigo

Erede della grande tradizione indie nordamericana (Clowes, Ware, Tomine) Pablo Vigo è una figura di spicco nel panorama nazionale. Illustratore del quotidiano La Nacion, fa parte degli autori di Editorial La Pinta, ha curato l’antologia Tabula Rasa (2009), pubblicava sulle riviste Maten al Mensajero e Doppelganger. Era una noche tormentosa nasce dal suo amore verso i racconti dell’orrore dei leggendari EC Comics.

 

Semola Souto

Con amici ha creato il delirante Lule Le Lele, serie durata quindici numeri. Oggi fa parte del collettivo umoristico e satirico Alegria e si occupa di restauro, realizza storyboard cinematografici. Parkelandia, il fumetto nell’antologia, è stato pubblicato su Fierrito, il supplemento a Fierro. Qui viene raccolto per la prima volta tutto insieme.

mostriciattoli come pokemon che litigano

 

Ho mostrato solo 8 dei 33 autori presenti nell’antologia. La scelta è stata solamente dettata dal mio gusto personale, ma ogni autore è molto valido. Il fumetto argentino nonostante le sfide resiste ancora. Questo perché è uno dei medium artistici che permette più libertà espressiva, perché i lettori, tramite lo spazio bianco delle vignette, si impossessano dell’opera, perché è evasione e impegno. LUNGA VITA AL FUMETTO!

 

 

 

Cerebus – Un fumetto sul fumetto e le splendide copertine di Melmoth

Cerebus, l’epopea di seimila tavole di Dave Sim, è incatalogabile. C’è della satira, della psicologia, ovviamente avventura, studio sui generi, autobiografia. Detto ciò per me rimane un “fumetto sul fumetto” principalmente per quattro motivi:

  • la critica che Sim compie sul fumetto e sull’industria dei fumetti (vedere le parodie dei personaggi DC-Marvel, Sandman, ecc);
  • la sperimentazione del mezzo espressivo teso alla ricerca del limite estremo (dalla struttura della pagina, alle onomatopee, al linguaggio);
  • militanza politica di Sim per gli autori e i loro diritti;
  • la sfida al romanzo, visto come espressione artistica alta, rispetto al più popolare fumetto.

Mentre approfondisco questi aspetti, date un’occhiata alle copertine di Melmoth. Sono sicuro che non avete mai visto un lavoro di questo tipo.

Quattro copertine di Cerebus realizzate quasi interamente da Gerhald.

Il fumetto, essendo una forma d’arte più giovane rispetto alla letteratura e alla pittura, si è sempre trovato di fronte al problema di far riconoscere il proprio status artistico. Dave Sim tenta il procedimento scientifico detto riduzione: ovvero la strategia di mostrare come le proprie teorie fossero esprimibili (“riducibili”) anche nel linguaggio di una disciplina già consolidata. Nel Sette-Ottocento questo accadde con la chimica che si “ridusse” alla fisica, o nel Novecento con la linguistica generalista di Chomsky.

Copertina di Dave Sim e Gerhald del numero 143 di Cerebus. Vediamo Oscar Wilde sofferente

Già in Jaka’s Story è presente il personaggio di Oscar Wilde. Cerebus ha dovuto lasciare la città di Iest in cui ha preso il potere l’oscuro matriarcato delle Ciriniste e fugge da Jaka, l’unica donna che lo ha amato sul serio. Jaka però è ormai sposata con Rick, e Cerebus dovrà affrontare questa realtà. Il libro ha dei flashback sull’infanzia solitaria e aristocratica di Jaka che vengono raccontati in prosa fiorita e stravagante: si tratta infatti del romanzo che Oscar sta scrivendo sulla protagonista. Sim offre lunghe parti di testo camuffando egregiamente lo stile dell’autore decadente.

In Melmoth, il sesto “phonebook”, basandosi sulle lettere scritte da Wilde e dagli amici prima della morte, Sim ricostruisce passo per passo la morte dello scrittore ambientando il dramma non a Parigi, ma nella sua Iest. Melmoth, oltre al romanzo gotico di Charles Robert Maturin, prozio di Wilde, è lo pseudonimo con cui l’autore si firmò alla reception dell’albergo in cui morì.

Secondo Gerhard ci fu un “unspoken understandig” su come procedere nei lavori. Solo in qualche occasione Sim suggerì al collega come lavorare sugli sfondi: fu lasciato libero di decidere come gestirli. Il design degli edifici fu basato su quello che Gerhard trovava nei libri di architettura. Non riuscì a trovare niente per lo studio del dottore e dell’ultima stanza di Wilde, a parte le ultime celebri righe dello scrittore che descrivevano la bruttezza della carta da parati. Gerhard inoltre si fece ispirare dalle cover di Barry Windsor Smith.

C’è un’ambiguità “con la A maiuscola” (sottolinea Sim), sull’identità dell’Oscar di Jaka’s Story e quello di Melmoth: quest’ultimo parla dell’Oscar scrittore del romanzo su Jaka in terza persona. Se l’ipotesi più accreditata sia che siano lo stesso personaggio, Sim ha voluto lasciare un velo di mistero per confondere ulteriormente i lettori.

Alla fine del libro troviamo riportata la documentazione utilizzata da Sim con le sue note e i discostamenti dalla realtà. Se come “riduzione” può avere dei punti deboli (troppo testo appesantisce la lettura del fumetto) l’intento di rendere possibile una critica letteraria a fumetti è pienamente raggiunto.

Le immagini di questo articolo non sono di ottima qualità: le copertine delle varie issue non sono presenti nei phonebook. Per averle vi tocca comprare numero per numero o la costosa Cover Art Treasury.

Melmoth lo abbiamo anche inserito nel database. Chissà se qualcuno utilizzerà mai Becomix per comprare o vendere Cerebus!

Elegante decadenza: Three Sisters di Ingrīda Pičukāne

Copertina di Three Sisters di Ingrīda Pičukāne. Vediamo una ragazza nel bosco che lasciva sta per ingerire delle bacche.Da un po’ di tempo colleziono i mini-kuš! che trovo in giro. La mia non è una collezione che mira alla totalità (son ben #56 i minivolumetti usciti), semplicemente prendo quelli che trovo più accattivanti. I lettoni di kuš! raccolgono i migliori autori indipendenti internazionali e nazionali per promuovere l’arte del fumetto nel loro paese dove la cultura del fumetto (a sentir loro) non esiste. Il mini-kuš! che mi ha colpito maggiormente è Three Sisters di Ingrīda Pičukāne, artista già presente nelle antologie (š! #1, #4, #7, #8, #17, #18, #22)

Le tre sorelle nel bosco

Ingrīda Pičukāne si è data parecchio da fare negli studi: prima la pittura alla Janis Rozentals Riga art school, in seguito due master all’Art Academy of Latvia e all’ Estonian Academy of Arts. Il suo blog No Problem Fashion, in cui rappresenta semplice gente che incontra per strada “so smart and so casual”, è in lettone ed inglese. I curiosi possono osservare la sua modalità di lavoro in questo video.

le three sisters trovano un uomo nudo

Three Sisters è una fiaba decadente e sensuale che racconta la collisione tra due mondi: l’incontro di tre sorelle con un russo nudo. Racconto in francese e russo (senza traduzioni, quindi incomprensibili per me le parole dell’uomo e la citazione finale), nelle 24 pagine non c’è possibilità di una narrazione ad ampio respiro. Sembra però di entrare in un mondo fatato e weird come quello delle Vivian girls del manoscritto The Realms of Unreal di Henry Darger.

Un albetto dove abbandonarsi in una miscela di stili (dark fantasy, outsider art, underground) che per gli amanti del neofolk come me è puro piacere. Mostra un sogno dal fascino antico, pericolosamente prossimo all’incubo. Il ripristino non riuscito di valori e principi trasformatosi in un disorientamento kitsch. Three Sisters inoltre regala l’avventura del ricercare la citazione finale. Quando scoprirò il significato delle lettere in cirillico aggionerò l’articolo. Eccolo schedato su Becomix!

COMIX 4000: il fumetto-scontrino – Forme Insolite #3

Ritorna Forme Insolite, la rubrica dedicata ai fumetti dai formati più strani. Questa volta vi presenteremo un “fumetto” decisamente particolare… Comix 4000, il fumetto-scontrino! Scusate la qualità della scansione, ma la carta termica non è incline alla conservazione.

Comix 4000, il fumetto scontrino. Si vedono 3 illustrazioni con didascalia: Objectif Lune con uno sgangherato astronauto, una macchina con Jean, Pluto che scova qualcosa

Incappai in questa produzione super underground ad Angouleme nella sezione dedicata ai BD alternativi, in un salone vicino alla Place de l’Hotel de Ville. Il classico raduno di fumettari underground che unisce freaks, cyberpunks e irregolari con le loro autoproduzioni. Un posto ottimo per trovare adesivi cool e incontrare outsider spesso drogati. Ad aver creato questo capolavoro sono due ragazzi, Kevin Gauvin e Loic Urbaniak, sotto il nome di Comix 4000. Premendo un bottone da una magica scatolina fuoriusciva questo scontrino/fumetto, ogni volta proponendo “storie” diverse. Questo perché la macchina sceglieva a caso le immagini precaricate da stampare sulla carta termica.

Per chi non lo sapesse i fogli degli scontrini sono ricoperti da un un’emulsione con un colorante e un reattivo specifico. Nel momento della stampa una testina surriscaldata crea una reazione tra il colorante e il reattivo producendo così l’immagine. Lo svantaggio principale di stampa è la caducità della riproduzione, condannata a sbiadimento veloce (sopratutto se conservata nel portafoglio per qualche mese).

La mia anima in pena, uomo nudo in macchina, uomo che medita sull'amore Vignette illustrate in stile art-brut con didascalie ci trasportano in un immaginario assurdo. La vignetta Obiettivo Luna rappresenta uno strampalato astronauta, Della magia in te un uomo che porge il sesso fuori da una vettura, Une histoire sans fin dichiarazioni d’amore davanti a un bicchiere di vino. Tipica vita francese, insomma. La mia vignetta preferita rimane Pluto con la didascalia Bingo! e mi ricorda il modo lisergico di rappresentare i personaggi Disney di Fabio Tonetto (di cui presto vi offriremo una intervista!). Un cut-up senza senso, un automatismo meccanico erede del dadaismo Comix 4000 è una divertente trovata underground. Chissà se incapperemo nei ragazzi all’AFA festival o al Crack di Roma.  Eccolo inserito nel database di Becomix!

Le fichissime autoproduzioni anderground dell’AFA 2017

Si è concluso domenica sera l’AFA 2017, il festival delle autoproduzioni “fichissime” ed anderground al leoncavallo di Milano. Siamo andati col nostro banchetto di Tox per spargere adesivi di Minne ed ovviamente per Becomix. Ho scattato qualche pessima foto non tanto per testimoniare che l’autoproduzione goda di ottima salute (cosa ormai risaputa), ma per mostrare qualcosa a chi non è potuto esserci.

YELLOW KIM

L’esposizione principale di questo AFA 2017 è sulla fantomatica casa editrice underground nordcoreana Yellow Kim. Il fondatore fu il leggendario Aju Meosjin, ma gli artisti coinvolti sono insospettabilmente tantissimi. Potete trovare tutte le informazioni qui (wiki), qui (Bizzarro Bazar) e qui (Lo spazio bianco). Il catalogo in vendita è curato molto bene e vi troviamo le bio di tutti gli artisti coinvolti. Credere che sia tutto vero  ci fa sentire felici, perché porsi troppe domande?

foto del catalogo della mostra Yellow Kim dell' afa 2017 . Illustrazione di Fabio Tonetto
Sembra proprio una illustrazione di Fabio Tonetto
immagine di Fabio Ramiro Rossin dell'afa 2017
Ecco da chi si è ispirato Fabio Ramiro Rossin
Lo stile inimitabile di Baek “La Placa” Yeon

nudo femminile nordcoreano

 

FANZINE FANZINE FANZINE!!!

Mostre a parte, ciò che caratterizza questi festival sotterranei sono le produzioni punk, grezze ed iconoclaste. Coloro che forse rappresentano meglio questo tipo di fumetto sono gli Snuff Comix. Partiti in bombissima qualche anno fa si son dovuti fermare un attimo a causa di paypal, che ha bloccato le loro vendite online per futili pretese. Da segnalare il numero 8 sul tema dell’esoterismo con illustratori come Jurictus Necatombe, Vixene Vixe e Ze Burnay.

snuff comix all' afa 2017

 Pelo è la fanzine illustrata che tira più di un carro di buoi. Gli artisti coinvolti in questa curata autoproduzione di Urbino sono davvero tanti. A curare la rivista è Camilla Pintonato con una direzione artistica notevole.

Pelo #1 e #2

In questa seconda edizione sono presenti tre tra le più interessanti firme del fumetto underground sudamericano: Martin Lopez Lam, Abraham Diaz e Eias Tano. fanzine sudamericane. si vede un diavolo

I ragazzi di Cargo hanno smesso di proporre unicamente i loro viaggi grafici e con Malmessi pubblicano il loro primo graphic novel.fronte e retro di Malmessi

Ai ragazzi di Phorno non importa proprio nulla di offrire edizioni patinate e stampano le loro turpitudini in fotocopie grezze. Super divertenti sono i ragazzi di Mortazza (di cui sfortunatamente non ho nessuna foto decente). Se per caso siete alla ricerca di un fumetto in cui Gerry Scotti violenta un gruppo di mini-pony è a loro che dovete chiedere.

squallide fanzine fotocopiate del collettivo Phorno

 

SERIGRAFIE, MAGLIETTE ED ALTRE AMENITÀ

Ovviamente non troviamo solo fumetti: ecco lo stand della casa creativa torinese Wunderkammer con le sue blasfeme produzioni. Notate le madonne/vulve (fichedellamadonna) di Crisiplastica? Un ottima idea regalo per la cresima della vostra cuginetta.

tavolata della Wunderkammer con oggetti plastici e illustrazioni

L’autore di questa affascinante serigrafia è Johnny Cobalto. serigrafia di re diavolo all'afa 2017

Ovviamente non potevano mancare le stampe di Hurricane Ivan, promotore del festival e tra gli organizzatori della mostra Yellow Kim. La sua Botanica Satanica mi ha conquistato. Nell’albetto si possono ritagliare dei semini da piantare, ma non credo che rovinerò lo spillato per vedere crescere questi fiori del male.

Per quel che mi riguarda i vincitori di questo festival sono loro. Avevano già spaccato tutto al Crack dell’anno scorso a Roma e non accennano a fermarsi. Giochi Penosi è l’unica casa produttrice di videogiochi con Grezzo 2, uno sparatutto alla Duke Nukem ambientato a Perugia e l’imperdibile Botte e Bamba II Turbo, picchiaduro trash con tutti i nostri personaggi televisivi preferiti. Basta dire che il KO che segna la fine del combattimento è quello di Ok il prezzo è giusto. So per certo che i ragazzi continueranno a stupirci. Il gioco sfortunatamente non è in cartuccia 16 bit, ma gli sviluppatori non precludono questa eventualità per il futuro.

Locandina e confezione del videogioco, come se fosse una cartuccia 16 bit

Finisco questa sezione col proporvi una foto delle ormai esaurite caramelline Licio Jelly, omaggio ad un noto massone nostrano. Queste chicche sono offerte dal Lolo Solomon Duo, di cui fa parte anche un autore di Tox.

Caramelline Licio Jelly,venerabili maestre di bontà

UNA VERA CHICCA DALL’ORIENTE

Ultima parte di questo articolo sull’Afa 2017 per parlarvi di una vera chicca, e questa volta orientale al 100%. A proporci una perla del 1977 è il museo del fumetto WOW SPazio fumetto. Si tratta del primo “fumetto” arrivato in italia che elogia le gesta del giovane rivoluzionario Lenin. Che si possa parlare di fumetto non ne sono sicuro in quanto le immagini non sono accompagnate da baloon ma da didascalie. Il libro è stato redatto e illustrato sulla base del film omonimo e la prima edizione è del 1970. L’edizione italiana è stata a cura di Luigi F. Bona Editore.

Copertina di Lenin nella rivoluzione d'ottobre Interno di Lenin nella rivoluzione d'ottobre

 

Questo articolo non è assolutamente esaustivo di tutte le realtà presenti all’interno dell’ Afa 2017. Mi sono riservato qualche chicca per parlarvene in seguito! Se volete ancora fiere del fumetto, perché non vi leggete i due articoli su Angouleme 2017? da qui e qui.

State sintonizzati che presto ci saranno importanti novità sul sito!

DB-Cul : i fumetti licenziosi e libertini de Les Requins Marteaux

In Francia, si sa, c’è un continuo fermento di orgogliose case editrici indipendenti. Les Requins Marteux, nato come collettivo di artisti di Albi, spostatisi a Bordeaux, oltraggia il pubblico con produzioni irriverenti e iconoclaste, tenedosi sempre legata però ad una satira sociale e a una feroce ironia.  Fondata nel 1991 da Guillaume Guerse, Marc Pichelin e Bernard Khatou, col tempo oltre alle proposte editori si è allargata anche a film, esposizioni e festival musicali. Tra le loro opere in Italia è arrivato il Pinocchio di Winshluss, premiato ad Angouleme nel 2009 come migliore albo. Qui è stato prubblicato da Comicon Edizioni nel 20014. Oggi però vi offriamo un piccolo tour nella collezione erotica BD-Cul: 50% DB, 50% Cul, 100% PLAISIR!

Le immagini sono tratte dal sito della casa editrice dove si possono leggere le prime pagine di ciascun volume.

 

Copertina del primo albo BD-Cul Comtesse di AudePicault

 

 

 

Uscito nel marzo 2010, Comtesse di Aude Picault fu la prima uscita di questa collezione vietata ai minori. Con uno stile raffinato e mai volgare, l’albo racconta di una giovane contessa ignara dei piaceri del sesso. Suo marito, un vecchio flaccido, la lascia illibata la prima notte di nozze. Per scoprire i segreti della sessualità la giovane donna dovrà avvalersi dei valetti di corte. Già un classico al momento della stampa, è disegnato magistralmente con una sensualità tutta al femminile.

 

 

 

 

 

Copertina di Planplan Culcul di Anouk Ricard

 

 

Altro fumetto erotico firmato da una signorina è PlanPlan Culcul di Anouk Ricard. Dallo stile naif che stride con i contenuti, la narrazione è convincete. I personaggi antropomorfi si muovono in un siparietto da film porno in cui vengono rovesciate le parti: due ingenui elettricisti sono colti di sorpresa da una gattina decisamente calda. Come cita l’introduzione di Tiger Wood: ogni buco è permesso!

 

 

 

 

 

 

Copertina di Teddy Beat di Morgan Navarro.

 

 

Teddy Beat di Morgan Navarro fu il vincitore del premio “Audacia” di Angouleme nel 2012. Con uno stile cartoonesco, l’autore ci racconta le avventure sessuali del giovane Teddy, illustratore e skater. Probabilmente sono i sogni segreti dell’autore stesso: una bellissima prostituta che non richiede il compenso economico, l’arrivo di una sensualissima ragazza che vuole lezioni di illustrazioni, allegri falò in compagnia di amici che diventano orge. Solare, divertente e colorato, è un invito a godersi la vita nel migliore dei modi.

#gonzo #underwater #interracial #outdoor #amateur #groupsex

 

 

 

 

 

Copertina de La planète des Vulves di H. Micol

 

 

La Planète des Vülves di Hugues Micol mischia erotismo e science-fiction.  Nel 2198 il mondo è sull’orlo della catastrofe: nel pianeta Terra nascono solo più maschietti. Per fronteggiare la minaccia della scomparsa della specie (e per soddisfare anche i desideri degli uomini) il luogotente Frédéric Vaugirard viene inviato in un pianeta ancora sconosciuto, popolato da alieni il cui DNA è compatibile con quello terrestre. Vaugirard riesce arrivare a destinazione e conosce le misteriose abitanti Vülve, guidate dalla splendida regina BA-BA-OUH, pronte a riceverlo con una caloro accoglienza, sopratutto perchè è la prima volta che incontrano l’animale leggendario “maschio”.

 

 

 

 

Copertina di Bite Fighter di Olivier Texier

 

Bite Fighter (per chi non conoscesse bene lo slang francese può dedurre il significato di “bite” dalla copertina) è scritto e disegnato da Olivier Texier. Bite Fighter racconta la storia di tre combattenti esperti di arti marziali: Kato, Ty e Buzz, amici e amanti, dovranno scoprire l’identita di Masked Warrior che minaccia l’ordine del mondo intero. Combattendo contro gli uomini di Masked Warrior i tre protagonisti affronteranno pericoli mortali e chissà, forse troveranno il vero amore. Sul sito Bite Fighter si può approfondire il processo di creazione e scoprire qualche interessante aneddoto.

 

 

 

 

 

Vi abbiamo accennato i nostri titoli preferiti, andate a controllare le ulteriori uscite sul sito!

Crystal Bone Drive – Gli incubi mutanti di Tetsunori Tawaraya

La Hollow Press, incanalatore di incubi cyber-dark-fantasy, ci sorprende con Crystal Bone Drive di Tetsunori Tawaraya. La veste editoriale è d’eccezione: 32 pagine di cartoncino nero, pinzato (17×34 cm, 140g), stampato con inchiostro argentato. L’introduzione ci fornisce le coordinate alla narrazione:

“Crystal Bone Xchange is where people trade their body parts to money. Shady and sketchy neighborhood. World with pollution air, survival, and contaminated land is full of mutants. Illegal pulmonary drug LSREE is the only solution or we seek for unkown hero.

Copertina di Crystal Bone Drive
Immagine tratta da https://tetsunoritawaraya.com/selected-publication/

Tawaraya rappresenta un universo di mostri che descrive ansie incomprensibili e aliene, con preveggenza verso psicopatologie del futuro. Il gusto è punk, come Naked Lunch insegna. Sappiamo tutti che lo schermo dei media di massa ci mente con le sue immagini colorate. Il presente è cupo; il futuro ci promette orrori inimmaginabili. Crystal Bone Drive non ci sveglia dalla catalessi del presente. Solamente nelle righe dei volti, nella pelle martoriata dei mutanti, nelle venature della carne morta, nella severità dei tubi d’acciaio, possiamo intravedere parte dell’incubo dell’esistenza. Come una nuova droga polmonare, ci permette di sopravvivere.

Due guerrieri mutanti con scudo.
Immagine da https://hollow-press.net/

Nelle pagine nere il lettore deve cercare le linee argentate che descrivono guerrieri del futuro, scienziati pazzi mutanti alle prese con polmoni mutanti, nuove droghe e bio-armi decomposte. In una lettura così impegnativa, si viene contagiati da una morbosità eccitante. Risulta chiaro che Tawaraya imposta il suo lavoro su una lettura estetica, piuttosto che di testo. La veste editoriale infatti rafforza il valore del significante sul significato.

Stampato solo in 500 esemplari, offerto ad un prezzo davvero contenuto (controllare il sito) è una uscita imperdibile per chi segue le derive dell’underground del futuro. È il miglior modo per esplorare l’ambientazione dei mostri altamente evocativi di Tawaraya. Conviene prendersene due: uno per la lettura e uno da conservare. Potrebbe diventare un tesoro, un giorno.

 

 

Un viaggio nei Fusion Comics di Michael DeForge.

Tra gli artisti contemporanei che riescono ad unire sperimentazione e mainstream e che spiccano tra i numerosi e talentuosi fumettisti troviamo Michael DeForge. Nato in Ottawa, Canada, nel 1987 questo fumettista vanta una produzione che spazia dalle autoproduzioni di minicomics alla partecipazione ad antologie, dal web-comic al graphic novel e alla televisione (da segnalare il suo ruolo di designer in Adventure Time per Cartoon Network).

Gli X-Men secondo DeForge

Frank Santoro definisce lo stile di Deforge come Fusion comics: questo termine serve a descrivere uno stile fatto da una miscela di influenze, dal fumetto tradizionale a quello alternativo, l’utilizzo di generi diversi e senza tralasciare manga e animazione. In effetti Deforge vive il fumetto da quando è bambino: in un primo momento leggendo Calvin & Hobbes, Bloom County e Peanuts, da adolescente il fumetto supereroistico fino ad ampliare le sue letture al fumetto indipendente, giapponese e non solo. Tra gli autori che lo influenzano maggiormente cita Hideshi Hino, Jack Kirby, Mary Blair, Saul Steinberg e Mark Newgarden. Ha iniziato a disegnare locandine per concerti come semplice escamotage per poter assistere ai concerti gratuitamente per poi decidere così di intraprendere una carriera legata all’illustrazione. Deforge è uno sperimentatore che indaga la molteplicità di stili diversi, passando tra le correnti del fumetto indipendente contemporaneo, con una tratto minimalista ma dalla complessa costruzione della pagina. Artista terribilmente prolifico, il suo debutto ufficiale risale al 2009 con la serie antologica personale Lose (Koyama Press), tuttora in corso di pubblicazione.

Copertina di Lose n° 1

 

Recentemente Eris Edizioni ha pubblicato in italiano Dressing (originariamente Koyama Press, 2015) un’antologia di racconti tratti da fanzine, mini-comics e antologie. DeForge racconta storie kafkiane e surreali, scandaglia l’animo umano sottolineando gli aspetti disturbanti e le metamorfosi. La crisi è il filo conduttore dei quattordici racconti del volumetto. Crisi come mutamento della società (Flu drawings), della natura (Gun cats), del sè (Websites), del corpo (Mars is my last hope). Crisi nei rapporti con il prossimo (Wet Animals), con la famiglia (Christmas Dinner), con il partner (Actual trouble). Se questa antologia è un ottimo modo per introdursi nel mondo fuso di Deforge, di fronte a questa destabilizzante molteplicità stilistica ci sorge una domanda: chi è realmente l’autore? Questa collezione di storie divertenti e perverse, dalle forme libere che passano dal Mirò più astratto al cartoonesco americano probabilmente ci dimostra che la narrazione verte su un concetto di fluidità, che ci rimanda a quello di società liquida di Zygmunt Bauman. Le “grandi narrazioni” non impongono più un ordine al mondo svuotato di ideali. A descrivere questo presente può essere solo una miscela nichilistica di passato e presente, di occidente e oriente, di minimalisto e complessità.

Copertina di Dressing

Ant Colony (2014) è il primo racconto lungo di Deforge. Edito da Drawn and Quarterly, raccoglie le strisce settimanali che comparivano sul suo sito web. Chris Oliveros, fondatore della casa editrice, descrive DeForge come “one of those rare talents who emerge, out of the blue, with a fully formed and singularly unique vision”, avendo un “striking visual sensibility and peculiar sense of humor…entirely his own”. Dalle prime pagine del libro si può desumere che il mondo in cui il lettore si immerge è estremamente cupo, pieno di poliziotti corrotti, guerre ingiuste, mostri disgustosi. Ant Colony è una storia di guerra e di distruzione della società, ma indaga anche le profondità dell’animo umano. «Il mio intento è mostrare personaggi che non hanno molta padronanza sulla loro vita, o non sentono di averne», dichiarò in un’intervista al New Yorker.

La regina delle formiche di Alt Colony.
La regina delle formiche di Alt Colony.

 

First Year Healthy (Drawn and Quarterly, 2015) narra le vicissitudini di una giovane donna dimessa dall’ospedale e della sua relazione con uno strano immigrato turco.

Copertina di First Year Healthy

 

L’ultimo graphic novel pubblicato è Big Kids (Drawn and Quarterly, 2016) e narra le vicissitudini di un adolescente problematico. Quando conoscerà April, una misteriosa studentessa, pian piano metterà da parte il suo stile di vita bohemiene e si avvicinerà ad uno stile di vita più borghese.

Copertina di Big Kids

I fusion comics di DeForge lasciano perplessi e spaesati. A volte sembrano inconclusi, storie che non portano da nessuna parte. Ci fanno sentire inetti e incapaci, fanno leva sul nostro senso di inadeguatezza. Altre volte ci irritano e ci infastidisce questa destrutturazione messa in atto. Per noi questo è un bene, abbiamo sempre la necessità di sradicamento dalle nostre posizioni. Ci aspettiamo molto da DeForge, come aspettiamo il completamento della versione Beta di Becomix! A breve altre news sul sito!