Fumetti e spade – Intervista a Oral Giacomini di Snuff Comix

Se c’è una fanzine italiana che incarna a pieno i canoni stilistici del d.i.y. questa è sicuramente Snuff Comix, ormai un’istituzione nel panorama del fumetto punk underground. Nata nel settembre 2013 è una realtà fumettistica completamente libera e outsider. Nelle pagine Snuff (nome che si riferisce ai presunti video amatoriali di torture e uccisioni realmente messe in pratica) troviamo disegni orripilanti, sessualità malata gettata in faccia, una valanga di droghe. Di autori e illustratori che hanno partecipato negli undici numeri usciti fin’ora ce ne sono una moltitudine. Possiamo citare Raffaele Sorrentino, Davide Bart Salvemini, Francesco Cornacchia, Giorgio Franzaroli, Adam Tempesta, Delicatessen, Tommygun Moretti, Federico Fabbri, Alessandro Caligaris, Sergio Zuniga, Salvatore Giommaresi. Ma ospiti illustri stranieri non mancano: Dexter J Cockburn, Vixene, Tommy Ross, Matt Crabe, Jon Lawrence, James Mahan, Javy Godoy, Russell Taysom, Kevin Beaude, Cristian Robles, gwentomahawk, Heilige Berg, Sam Rictus, Tetsunori Tawaraya, Alkbazz Garagel. Snuff Comix venne fondato da Oral Giacomini, Francesco Cornacchia (Cavalier K.) e Carlo Benini. I ragazzi si possono trovare nelle fiere (Crack, Afa, Borda, ecc) sempre strafatti come vere e proprie rock star. Abbiamo scambiato qualche parola con Oral Giacomini, ovviamente sul fumetto, sull’underground e sulle droghe. Copertina di Snuff Comix 1 di Oral Giacomini Ciao Oral, mi sono dimenticato di citare qualche autore importantissimo comparso sulle pagine di Snuff? Noti qualche differenza nel rapportarsi tra il nazionale e l’internazionale?

Beh nel numero 11 di SNUFF COMIX abbiamo pubblicato un inedito di ANDREA PAZIENZA, che è praticamente il massimo! In SNUFF COMIX #6 c’è un lavoro di Aleksandar Zograf. Anche Jack Teagle ha contribuito con un suo fantastico fumetto. Riguardo alle differenze tra nazionale e internazionale: in Italia si é più vincolati a determinati standard, mentre all’estero si trova maggiore varietà di stili e più professionalità, questo ovviamente in generale, nel senso che l’ambiente socioeconomico è più disposto a riconoscere la professionalità dell’autore e di rimando l’autore accresce in esperienza e professionalità.
Hai qualche aneddoto interessante da raccontarci sulla collaborazione con qualche autore?

Al principio è stato entusiasmante l’apporto di Sergio Zuniga, un’autore spagnolo trapiantato a New York. Eravamo tre spostati che cercavano di pubblicare i loro tentativi di fumetto con la velleità di accostarsi ai fumettisti che ammiravano. Il primo a darci corda fu Sergio, che acconsentì a realizzare un fumetto agratis per SNUFF COMIX #1, e devo dire che è l’opera di gran lunga migliore di quel numero. Disegnò anche la copertina del numero 2, una cover art a tema Hallowen fantastica! Poi abbiamo conosciuto un autore non professionista che studiava all’ ISIE di Urbino: Fabio Cesaratto. E’ stata un’epifania vedere i suoi lavori, un disvelarsi del velo di Maya: “Dolce Betty”, e soprattutto “Il cane” e “L’elemento cosmico”, sono fumetti che chiunque ha letto non ne è potuto restare indifferente. Conoscere Aleksandar Zograf, il cui lavoro (come i “fumetti ipnagogici”) è stato fondamentale assieme al PROFESSOR BAD TRIP e Miguel Angel Martin, ad avvicinarmi al fumetto underground, è stato meraviglioso. Ci ha regalato una tavola incredibile che abbiamo pubblicato su SNUFF COMIX #6! Giorgio Franzaroli ha iniziato a collaborare con noi che aveva già una lunga esperienza editoriale, FRIGIDAIRE in primis, pubblica tuttora su varie riviste da Linus al Fatto Quotidiano dove ha uno spazio come vignettista. Lui è stato amico e allievo di Andrea Pazienza, quando ci ha proposto di pubblicare su SNUFF COMIX #11 una tavola inedita di PAZ per poco non m’è venuto n’infarto!   Copertina 2 - un uomo tiene una maschera gigante con guance scroti

Quali saranno gli sviluppi futuri di Snuff?

SNUFF COMIX ha una sua vita e come ogni vita avrà termine, non sappiamo ancora quando, ma ci siamo dati un limite di uscite. L’elemento più importante assieme alla qualità, secondo noi (che è la sola discriminante nelle scelte editoriali), è l’originalità del materiale pubblicato: finchè ci imbatteremo in autori che producono materiale che ci colpisce, noi li contatteremo per averli su SNUFF COMIX, tanto più se sono ignorati o trascurati dalle altre realtà editoriali nazionali o internazionali, più o meno underground. Di sicuro puntiamo a migliorarci numero dopo numero ed a coinvolgere, assieme agli autori emergenti, gli autori migliori in circolazione. Pubblicare Pazienza è stato un traguardo difficile da superare, però nel mondo ci sono tanti artisti eccezionali che vogliamo con noi. COpertina 7 - Weird gore manga

Come vedi l’underground italiano? Quali opere ti hanno colpito maggiormente?

L’Italia purtroppo si conferma come panorama paludato e stagnante. Un eterno vorrei ma non posso, per dieci autori dallo stile interessante ce ne sono mille omologati al piatto diktat della tavoletta grafica e del programma con la palette di colori pseudo-pastello e/o fluo. Più che opere vere e proprie trovo dei nomi che ammiro: Davide Bart Salvemini, Diego Lazzarin, Ivan Hurricane, Maicol e Mirco, TommyGunMoretti, David Bacter…e perfortuna molti altri! Persone che discostano il proprio tratto da quello in voga al momento. Dici che non è troppo fertile il panorama italico? Come accennavo prima, il panorama del fumetto e dell’illustrazione underground nel mondo e in Italia nella fattispece, è stagnante. La tecnica e i tecnicismi surclassano (eccetto rari casi) nel riscontro dei lettori, la qualità narrativa e l’ingegno. C’é quasi un’intera generazione standardizzata secondo i canoni della tavoletta grafica, percui non riscontri distinzione tra una mano e l’altra, maschi e femmine, vecchi e giovani, talentuosi e mediocri, intercambiabili l’uno con l’altra. Non voglio passare da luddista, o ripetermi troppo ( come mi fa notare il mio socio), ma un tempo c’era più margine di individualità nel segno. Inoltre trovo una sorta di snobismo per il quale conta più il supporto sul quale si opera piuttosto che l’opera in sè, mi spiego: la narrazione grafica di un’illustrazione o l’evolversi della sceneggiatura nel percorso di un fumetto, passano in secondo piano agli occhi e ai portafogli dei lettori, rispetto a come vengono stampati e su cosa. Adesso vanno di moda il risograph e serigrafare ogni cagata, per dirne una, e sembra che il gregge segua la moda pedissequamente, senza curarsi della qualità del disegno o del fumetto. Copertina 8 - Vishu e zombie

Ci sono dei consigli che daresti ai giovani autori?

Non saprei che dire, io sono sempre stato un vecchio autore, pure quando ero giovane, se mai lo sono stato. Tuttora non posso considerarmi un fumettista professionista, se con tale dicitura vogliamo descrivere un professionista che vive del suo lavoro. La sola cosa che mi viene in mente é: lavorare sempre e comunque. Se è questo che fate, e che amate, fatelo e vi darà più di qualunque altra cosa a cui possiate dedicarvi nella vostra esistenza. Copertina 4 - Due cannibali cucinano una persona

Quali autori vorresti vedere nei nuovi Snuff?

Merda! Sono tanti, non mi basterebbero due vite! A dispetto di quello che ho detto e scritto sono tanti gli autori italiani e non che vorrei vedere pubblicati su SNUFF COMIX, ti dò qualche nome: KAZ, Shintaro Kago, Joan Cornella, Manara, Vuillemin, Miguel Angel Martin, Gipi, Derf Beckderf, Robert Crumb, Francesca Ghermandi, Eleuteri Serpieri, Attilio Micheluzzi, Hans Rickheit, Jesse Jacobs…e un puttanaio di altri. E sai una cosa? Nonostante siamo una Creative Common percui non possiamo compensare economicamente i nostri collaboratori, penso che li pubblicheremo tutti!

Che stai leggendo di bello?

Cocco Bill di Jaccovitti, Popeye di Elzie Segar e Kolosimov di Saul Saguatti. Mi è venuta voglia di rileggermi Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami e i racconti di Ryunosuke Akutagawa.

Con quali case editrici (italiane o estere) hai più feeling?

Beh questa è facile: Eris Edizioni, Canicola, ammiro molto la Fantagraphics Press, la Coconino in tutte le sue forme, BAO, la Rizzoli Lizard, spero di non averne scordate troppe! Copertina 10 - Uomo giallo con in mano pugnale e mela Ci racconti meglio l’episodio con Paypal?

Dunque: tornavamo dal Napoli Comicon 2014, ed eravamo piuttosto spossati (all’epoca uscivamo mensilmente con una tiratura di 200/300 copie, ed eravamo in due in redazione!). Alcuni nostri lettori ci segnalarono che non era più possibile acquistare SNUFF COMIX dalla shop area del sito web. Operammo dei controlli senza risultato, fino a quando ci venne recapitata una e-mail dove Pay Pal ci informava che il nostro rapporto era concluso a causa della violazione del contratto d’uso da parte nostra per violazione dei termini per diffusione di materiale pornografico e pedopornografico. A quel punto non c’erano cazzi, non potevamo fare nulla. Non abbiamo mai scoperto se la cosa prese il via da una segnalazione o da un controllo di PP, oppure da una lettura di algoritmo del suddetto. Fattostà che restammo fermi per due anni, quando attraverso alcune scappatoie riattivammo il dominio www.snuffcomix.com , shop area compresa, e a gennaio 2016 ripartimmo con SNUFF COMIX #9. Da allora cerchiamo di essere più accorti on-line e usciamo due o tre volte all’anno. Copertina 11 - Ragazzo con vescica al posto del viso

In un intervista ho letto che sei stato dichiarato morto due volte. Hai voglia di raccontarci qualcosa in più?

La prima volta ero un ragazzino: andai in overdose il giorno prima di capodanno, fu come se avessero spento la luce all’universomondo; due tre ore dopo arrivò un mio amico che ebbe l’impressione che qualcosa non andasse e forzò la porta tirando via il chiavistello. Mi trovò esangue che respiravo a malapena. Chiamò l’ambulanza, arrivarono i paramedici, quando mi trovarono ero in arresto cardiopolmonare, non respiravo e il cuore non batteva. Due dosi di Narcan non mi fecero effetto. Provarono con il defribrillatore ma niente. Alla fine mi piantarono nel cuore un siringone da cavallo pieno di Narcan e Adrenalina per farmi ripartire il cuore. Funzionò, risorsi come Dracula dalla tomba. Conservai quella spada per alcuni anni a mò di memento mori, col sangue mischiato ai farmaci, fino a che sentii di non aver più alcuna necessità di quel feticcio.

La seconda volta è successa pochi mesi fa. Non fu per niente un dolce oblio come la precedente, ma una discesa agli inferi. Assunsi per endovena un farmaco antagonista degli oppiacei, oppiacei che io credevo aver espulso dal mio organismo. Non era così. Ebbì un’episodio di rapida disassuefazione con collasso multiorgano. In pratica ogni mio organo compresi pelle e sistema nervoso stava morendo, collassando, a causa della rapida astinenza. La scimmia era assurda: stavo morendo di rota. Il Subutex (questo il nome del medicinale) dà effetti simili alla roba, sempre che tu non abbia oppiaci in circolo! Fù un crescendo: pelle e nervi erano passati alternativamente sotto fuoco e ghiaccio , muscoli e cartilagini mi venivano strappati dalle ossa, ossa che venivano come gratuggiate, convulsioni pseudoepilettiche non mi davano tregua…Passai diverse ore in quello stato atroce tra ambulanza e pronto soccorso: non mi trovavano una vena. Dopo decine di iniezioni di sedativi e calmanti intramuscolo nelle coscie persi i sensi, apparte qualche sfumato barlume di coscienza mi ripresi quattro giorni dopo. Mi hanno raccontato che ci sono voluti dieci infermieri per tenermi fermo mentre i medici mi mettevano un’accesso venoso centrale alla giugulare e uno alla carotide. Poi il mio cuore si fermò ancora per diversi minuti finchè non riuscirono a farlo ripartire, ma decisero di tenermi in coma farmacologico sino a quando i valori non fossero sufficentemente stabili. Mi risveglai 4 giorni dopo con due tubicini che sbucavano dai lati opposti del collo, come le viti del mostro di Frankenstein!

Potete trovare i numeri di Snuff nel database di Becomix, per maggiori informazioni e acquisti potete accedere direttamente al sito Snuff Comix.

Grappa, Walt Disney e Rufolo – Intervista a Fabio Tonetto

Nell’ottobre 2016 Eris lanciava Rufolo, di Fabio Tonetto che con questo titolo si è imposto tra i punti di vista più originali della scena fumettistica contemporanea. Il suo successo non è limitato all’Italia, i fumetti deformed di Tonetto sono molto conosciuti anche all’estero grazie soprattutto alla sua collaborazione con Vice.
Illustrazione di Fabio Tonetto per Becomix. Ren Rocchi ha un cappello con scritto "400 Napoli". Inoltre c'è scritto "Io compre sempre Becomix".
Verso febbraio incontrai Fabio varie volte, con l’intento di intervistarlo per il blog. Ci siamo trovati in giro per Torino, a volte parlando di fumetto, a volte no. In bettole dal gusto kitsch, in osterie regionali, ricordando lo splendido Ermino Esportazioni Vini in corso San Maurizio. Una sera, dopo una bottiglia di vodka, feci un paio di domande che mi ero scritto e discutemmo, nel modo più approfondito che l’alcool possa concedere, su un certo numero di questioni. Quanto c’è di gioco intellettuale e quanto c’è di spontaneo? Come considerare l’universo dei tuoi personaggi?
Le risposte di Fabio erano così semplici ed esatte che riuscivano a rendere vane e sciocche le domande. Potevo vantare tra me e me che avevo avuto delle risposte più precise rispetto ad altre presentazioni a cui avevo assistito. Da buon non-giornalista non registrai nulla, non fui in grado di documentare ciò che compresi dell’enigma di Tonetto.
Le domande le inviai a Fabio tramite chat. Probabilmente era il modo più semplice per svolgere questa sorta di intervista. Potete leggere qui sotto le risposte. Data la natura della comunicazione “informale” perdonate l’utilizzo così sgraziato del mio italiano.
Copertina di Rufolo di Fabio Tonetto.
INTERVISTA A FABIO TONETTO

Rufolo è la tua prima pubblicazione per una casa editrice. Hai collaborato con riviste (Vice, Linus, Frigidaire) e fanzine (Diciottoni, Domodossola). Inoltre sperimenti con animazione, fotografie e forme plastiche. A chi non conosce il tuo lavoro, sai fornire delle coordinate?

Ci sono vari modi: Facebook, Instagram e Tumblr.
Ho anche un sito, www.fatonetto.com

Rufolo potrebbe essere il risultato di una collaborazione tra Ionesco e Walt Disney dopo massicce dosi di LSD*. La tua poetica nasce da istanze culturali e filosofiche, o il senso di alienazione verso la realtà è spontaneo?

Diciamo più la seconda. Di solito quando devo buttare giù una storia mi affido alla spontaneità. Nel senso che cerco di crearla in un unico flusso perchè altrimenti non sarei in grado di aggiungere pezzi a posteriori. Ovviamente c’è molto editing durante la finalizzazione ma diciamo che il succo viene fuori nella primissima “stesura”, che poi è un mini storyboard comprensivo di dialoghi grezzi. Non faccio nulla di particolare, semplicemente tengo presente il carattere dei personaggi.
Tra le mie sostanze preferite c’è la grappa e tra quest’ultima e l’LSD scelgo istintivamente la prima. Per quanto riguarda il Teatro dell’assurdo non posso dire che non ci sia, ma sinceramente non ho attinto direttamente da lì. Forse più da Castellano & Pipolo e sicuramente da tutto l’apparato Disney.
Quindi la metterei così: Castellano & Pipolo + Grappa + Disney.
Musiche di Detto Mariano. 🙂

In Mother per Delebile riusciamo a trovare una traccia per una eventuale chiave di lettura della tua opera. Descrivi uno dei tuoi punti di vista: “Ho adottato tutto ciò che voi date per scontato”. Conservi ancora l’amore per “tutto ciò che resta”? Potresti dirci qualcosa in più?
Esattamente come con i miei altri personaggi quello che c’è scritto è da attribuire all’entità protagonista della storia, non a me. Quella storia è nata per provare a descrivere una specie di maternità universale, come se si concentrasse su tutto quello che noi diamo per scontato come piastrelle, asfalto etc. Probabilmente Questo essere c’è ma vuole più bene alle tegole e alle ringhiere piuttosto che a noi. A noi pensa solo quando dobbiamo essere sostituiti. Come noi facciamo con un tubo. Comunque non mi piace più molto, soprattutto per come è disegnata.
Ultima tavola di Mother di Fabio Tonetto
tavola finale di Mother. Tratta dal sito dell’autore
Il tuo stile è molto personale e non sembra allineato a nessuna moda del momento. Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato maggiormente?

Domanda parecchio difficile.

Rufolo super deformed
Immagine tratta dal sito dell’autore. Illustrazione per Frigidaire n° 228

Nel suo non-sense, l’universo di Rufolo ha una coerenza. Anche se più che di un universo si può parlare di “comparse”. Ci parlerai ancora di Rufolo e il Signor Atti? Approfondirai altri personaggi che abbiamo incontrato?

Cerco di far sì che i personaggi non perdano il loro imprinting caratteriale e il loro ruolo. Almeno in questo cerco di essere rigoroso.
Poi per il resto può succedere qualsiasi cosa. Ovviamente seguendo delle regole appartenti al mondo di cui sto parlando.
Capita che cominci a buttare giù una storia con Rufolo facendolo interagire con il Signor Atti. Spesso arrivato alla fine mi rendo conto che ciò che dice Rufolo è attribuibile al Signor Atti e viceversa. A quel punto basta invertire i nomi.
Spero ci sia la possibilità di raccontare ancora qualcosa sul loro conto.

Ren Rocchi è morto? Per questo non compare in Rufolo?

È morto?

Ren Rocchi e il Sig. Atti
Ren Rocchi – A race

In Rufolo compare un personaggio Poverino, scritto in corsivo. Anni fa questa scritta compariva su tantissimi muri di Torino. Ne sai qualcosa?

Esatto, quello è un omaggio diretto a lui, purtroppo non so dirti di più. Ho indagato ma l’ambiente del writing è omertoso.😎

Ultima inevitabile domanda: nuovi progetti?

Non posso parlare di nuovi progetti, per ora c’è una cosa in ballo ma vediamo se poi si farà.

*Fabio Tonetto mi fece notare che l’accostamento Walt Disney e Teatro dell’assurdo era stato anche utilizzato in Jones e altri racconti di Franco Maticchio, Rizzoli. Probabilmente tra le uscite più importanti del 2016.
Se qualcuno volesse aggiungere Rufolo alla propria collezione o metterlo in vendita, il titolo è già presente nel database di Becomix.