Cerebus – Un fumetto sul fumetto e le splendide copertine di Melmoth

Cerebus, l’epopea di seimila tavole di Dave Sim, è incatalogabile. C’è della satira, della psicologia, ovviamente avventura, studio sui generi, autobiografia. Detto ciò per me rimane un “fumetto sul fumetto” principalmente per quattro motivi:

  • la critica che Sim compie sul fumetto e sull’industria dei fumetti (vedere le parodie dei personaggi DC-Marvel, Sandman, ecc);
  • la sperimentazione del mezzo espressivo teso alla ricerca del limite estremo (dalla struttura della pagina, alle onomatopee, al linguaggio);
  • militanza politica di Sim per gli autori e i loro diritti;
  • la sfida al romanzo, visto come espressione artistica alta, rispetto al più popolare fumetto.

Mentre approfondisco questi aspetti, date un’occhiata alle copertine di Melmoth. Sono sicuro che non avete mai visto un lavoro di questo tipo.

Quattro copertine di Cerebus realizzate quasi interamente da Gerhald.

Il fumetto, essendo una forma d’arte più giovane rispetto alla letteratura e alla pittura, si è sempre trovato di fronte al problema di far riconoscere il proprio status artistico. Dave Sim tenta il procedimento scientifico detto riduzione: ovvero la strategia di mostrare come le proprie teorie fossero esprimibili (“riducibili”) anche nel linguaggio di una disciplina già consolidata. Nel Sette-Ottocento questo accadde con la chimica che si “ridusse” alla fisica, o nel Novecento con la linguistica generalista di Chomsky.

Copertina di Dave Sim e Gerhald del numero 143 di Cerebus. Vediamo Oscar Wilde sofferente

Già in Jaka’s Story è presente il personaggio di Oscar Wilde. Cerebus ha dovuto lasciare la città di Iest in cui ha preso il potere l’oscuro matriarcato delle Ciriniste e fugge da Jaka, l’unica donna che lo ha amato sul serio. Jaka però è ormai sposata con Rick, e Cerebus dovrà affrontare questa realtà. Il libro ha dei flashback sull’infanzia solitaria e aristocratica di Jaka che vengono raccontati in prosa fiorita e stravagante: si tratta infatti del romanzo che Oscar sta scrivendo sulla protagonista. Sim offre lunghe parti di testo camuffando egregiamente lo stile dell’autore decadente.

In Melmoth, il sesto “phonebook”, basandosi sulle lettere scritte da Wilde e dagli amici prima della morte, Sim ricostruisce passo per passo la morte dello scrittore ambientando il dramma non a Parigi, ma nella sua Iest. Melmoth, oltre al romanzo gotico di Charles Robert Maturin, prozio di Wilde, è lo pseudonimo con cui l’autore si firmò alla reception dell’albergo in cui morì.

Secondo Gerhard ci fu un “unspoken understandig” su come procedere nei lavori. Solo in qualche occasione Sim suggerì al collega come lavorare sugli sfondi: fu lasciato libero di decidere come gestirli. Il design degli edifici fu basato su quello che Gerhard trovava nei libri di architettura. Non riuscì a trovare niente per lo studio del dottore e dell’ultima stanza di Wilde, a parte le ultime celebri righe dello scrittore che descrivevano la bruttezza della carta da parati. Gerhard inoltre si fece ispirare dalle cover di Barry Windsor Smith.

C’è un’ambiguità “con la A maiuscola” (sottolinea Sim), sull’identità dell’Oscar di Jaka’s Story e quello di Melmoth: quest’ultimo parla dell’Oscar scrittore del romanzo su Jaka in terza persona. Se l’ipotesi più accreditata sia che siano lo stesso personaggio, Sim ha voluto lasciare un velo di mistero per confondere ulteriormente i lettori.

Alla fine del libro troviamo riportata la documentazione utilizzata da Sim con le sue note e i discostamenti dalla realtà. Se come “riduzione” può avere dei punti deboli (troppo testo appesantisce la lettura del fumetto) l’intento di rendere possibile una critica letteraria a fumetti è pienamente raggiunto.

Le immagini di questo articolo non sono di ottima qualità: le copertine delle varie issue non sono presenti nei phonebook. Per averle vi tocca comprare numero per numero o la costosa Cover Art Treasury.

Melmoth lo abbiamo anche inserito nel database. Chissà se qualcuno utilizzerà mai Becomix per comprare o vendere Cerebus!

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