Elegante decadenza: Three Sisters di Ingrīda Pičukāne

Copertina di Three Sisters di Ingrīda Pičukāne. Vediamo una ragazza nel bosco che lasciva sta per ingerire delle bacche.Da un po’ di tempo colleziono i mini-kuš! che trovo in giro. La mia non è una collezione che mira alla totalità (son ben #56 i minivolumetti usciti), semplicemente prendo quelli che trovo più accattivanti. I lettoni di kuš! raccolgono i migliori autori indipendenti internazionali e nazionali per promuovere l’arte del fumetto nel loro paese dove la cultura del fumetto (a sentir loro) non esiste. Il mini-kuš! che mi ha colpito maggiormente è Three Sisters di Ingrīda Pičukāne, artista già presente nelle antologie (š! #1, #4, #7, #8, #17, #18, #22)

Le tre sorelle nel bosco

Ingrīda Pičukāne si è data parecchio da fare negli studi: prima la pittura alla Janis Rozentals Riga art school, in seguito due master all’Art Academy of Latvia e all’ Estonian Academy of Arts. Il suo blog No Problem Fashion, in cui rappresenta semplice gente che incontra per strada “so smart and so casual”, è in lettone ed inglese. I curiosi possono osservare la sua modalità di lavoro in questo video.

le three sisters trovano un uomo nudo

Three Sisters è una fiaba decadente e sensuale che racconta la collisione tra due mondi: l’incontro di tre sorelle con un russo nudo. Racconto in francese e russo (senza traduzioni, quindi incomprensibili per me le parole dell’uomo e la citazione finale), nelle 24 pagine non c’è possibilità di una narrazione ad ampio respiro. Sembra però di entrare in un mondo fatato e weird come quello delle Vivian girls del manoscritto The Realms of Unreal di Henry Darger.

Un albetto dove abbandonarsi in una miscela di stili (dark fantasy, outsider art, underground) che per gli amanti del neofolk come me è puro piacere. Mostra un sogno dal fascino antico, pericolosamente prossimo all’incubo. Il ripristino non riuscito di valori e principi trasformatosi in un disorientamento kitsch. Three Sisters inoltre regala l’avventura del ricercare la citazione finale. Quando scoprirò il significato delle lettere in cirillico aggionerò l’articolo. Eccolo schedato su Becomix!

Angouleme 2017 – Le mostre di Kamimura, Sophie Guerrive e Knock Outsider Komiks

Continuiamo a raccontarvi il nostro viaggio nel festival di Angoulême. Oltre ai padiglioni la cittadina offre molte mostre interessanti. La proposta di quest’anno è molto varia e stimolante: tra le tredici esposizioni ci troviamo Will Eisner, le nuove rivistazioni di Mickey Mouse da parte di Tebo e Trondheim, un fumetto di quindici metri del fumettista Phillippe Dupuy. Visionarle tutte in due giorni è un impresa ardua e noi non ci siamo riusciti.  Abbiamo scelto di parlarvi di tre delle tredici offerte, ovvero quella di Kazuo Kamimura, Sophie Guerrive e Knock Outsider Komiks.

 

Kazuo Kamimura: l’estampiste du manga

Immagine per rivista anni '70. Donna con cappello beve un frapè. Gioco di ombre del cappello sul viso
Uno dei disegni realizzati per riviste di moda. Immagine tratta da http://www.bdangouleme.com

Kazuo Kamimura nacque nel 1940 a Yokosuka, un piccolo porto nella penisola di Miura. Dopo essersi laureato a 23 anni in disegno nell’Accademia delle Belle Arti iniziò a lavorare per un’agenzia pubblicitaria, ma abbandonò ben presto questo lavoro per gettarsi nel mondo dei manga. La sua fu una produzione enorme (negli anni più produttivi riuscì a superare le 400 tavole al mese) prima di scomparire prematuramente nel 1986, a 45 anni, per un tumore alla faringe. Assistente del “Dio dei manga” Osamu Tezuka, Kamimura ha lavorato con grandi sceneggiatori come Kazuo Koike, Yu Aku o Ikki Kajiwara, oltre a scrivere sceneggiature proprie.

Kazuo Kamimura nel suo studio
Kazuo Kamimura nel suo studio.

Kazuo Kamimura è un esponente del gekiga, termine inventato dal Yoshihiro Tastumi per indicare i manga di carattere più maturo. La sua opera, di una squisitezza ed eleganza estetica senza pari, si avvicina alla nuovelle vague cinematografica, nello stile e nei contenuti. La femminilità, la passione sfrenata, lo scontro culturale tra tradizione patriarcale ed emancipazione sono le tematiche preponderanti. Rikon Kurabu (Il club delle divorziate, presto in Italia per BD Edizioni) racchiude tutte le caratteristiche peculiari dell’autore. L’edizione francese (edito da Kana) non ha caso è la vincitrice del Prix Patrimoine.

Tavola originale della copertina del terzo numero di Lady Snowblood
Tavola originale della copertina del terzo numero di Lady Snowblood. Immagine tratta da http://www.bdangouleme.com

Nonostante in Giappone fosse già da tempo una vera celebrità, negli anni 2000 è stato Tarantino a far riparlare della sua opera con un’eco mondiale: il personaggio di O-Ren Ishii del suo Kill Bill è ispirato dal protagonista di Shurayukihime, ovvero Lady Snowblood, film di Toshiya Fujita, tratto dal manga disegnato da Kamimura e sceneggiato dal grandissimo Kazuo Koike (sceneggiatore tra l’altro del bellissimo Lone Wolf & Cub. Vi ricordate dello Ius Kozure ōkami???). In Italia possiamo trovare questo titolo e Una gru infreddolita – Storia di una geisha, entrambi per BD edizioni.

Copertina del fumetto Maria. Una ragazza giapponese circondata da fiori e uccelli colorati sotto un arcolbaleno.
Maria di Kamimura. Immagine tratta dal web.

Opere come Shinanogawa (Il fiume Shinano), Kyōjin Kankei (Relazione folle) e Dōsei jidai (L’epoca della convivenza, tradotto in francese con il titolo Lorsque nous vivions ensemble) esplorano i temi della ricerca del amore, della quotidianità femminile, delle contraddizioni sociali tra il passato e la modernità. Una modernità obbligata, in un primo momento dagli oligarchi del periodo Meiji e in un secondo dagli americani dopo la guerra, che ha creato lacerazioni profonde nel senso di appartenenza nazionale. Anche la vendetta, corollario di passioni amorose, è una tematica centrale dell’opera di Kamimura, in particolare grazie al personaggio di Lady Snowblood, una giovane assassina dalla gelida bellezza alla ricerca della sua giustizia nel Giappone feudale dell’epoca Edo. In ogni sua opera Kamimura riesce ad esprimere le passioni interiori, tempeste di sentimenti e drammi come fossero manga d’azione.

Disegno di donna con rossetto e specchio. Lo specchio è macchiato di rossetto e si vede un uomo ucire dalla casa.
Immagine tratta http://unastanzapienadimanga.blogspot.it

Oltre al suo lavoro di mangaka Kamimura era molto richiesto come illustratore: nella esposizione possiamo vedere qualche tavola originale delle 260 (circa) copertine di riviste commissionatigli.

La mostra nel Musée d’Angoulême è più ampia di quella vista a Lucca Comics, sono presenti 150 tavole e illustrazioni, la mostra è prodotta da 9eArt+. Per la prima volta in Francia e dura fino al 12 marzo. Visita obbligata per gli amanti del gekiga.

 

Sophie Guerrive: Honneur et profit

Immagine di una cittadina mediorentale con ura. Molti personaggi presenti.
immagine tratta da http://ionedition.net

Nata a Marsiglia, diplomata nella scuola di Arti Decorative di Strasburgo e in seguito laureatasi nell’università d’Aix-en-Provence, Sophie Guerrive, dopo aver allestito una galleria d’illustrazioni a Marsiglia, ha iniziato a pubblicare nel 2007, per Warnum ed in seguito per Ion e Delcourt. Nel 2016 pubblica Capitaine Mulet, lunga storia di avventure mediovali per Edizioni 2024, in seguito Tulipe, raccolta di storie brevi in cui personaggi animali meditano sul senso della loro esistenza. Vive ad Angoulême ed è in residenza nella Maison des Auteurs.

Particolare di una tavola esposta. Miniatura medioevale naife: una coppia balla, altri portano barili.
Particolare di una tavola esposta.

Sophie Guerrive ha uno stile minimale ma sofisticato, curato in ogni dettaglio, in cui umorismo e poesia si incontrano svelandoci l’assurdo dell’esistenza. Il lettore diventa un osservatore ed esploratore di terre lontane, perdendosi nelle sue tavole storiche, piene di riferimenti medioevali, alle miniature orientali, all’iconografia occulta dei tarocchi. Impressionante la lunga pergamena in cui viene raccontata la storia dell’umanità.

La lunga pergamena che racconta la storia dell'umanità.
La lunga pergamena che racconta la storia dell’umanità.

La mostra era visitabile nella Galerie Art Image, è stata prodotta da Éditions 2024 / 9eArt+. Non conoscevamo il talento della Guerrive: il suo sguardo onirico e filosofico ci ha davvero impressionato. Speriamo che arrivi in Italia presto.

Due draghi marini si sfidano.
“Pieuvre / Pulpo / Octopus”, da “Marinas”. Immagine da http://elhurgador.blogspot.it

 

Knock Outsider Komiks (starring Dominique Théâte)

L’ultima mostra che segnaliamo è una vera e propria chicca per gli amanti dell’art brut.

Dominique Théâte, nata nel 1968 a Liege e studentessa di belle arti, a 18 anni ha avuto un incidente che l’ha tenuta in coma. Questo incidente l’ha costretta a riconsiderare la sua vita e la sua arte. Da allora Dominique Théâte rappresenta nei suoi disegni una forma d’incanto dotata della rara facoltà di fungere da specchio delle nostre speranze. Lei mette in scena la propria vita, partendo da autoritratti ispirati dalla propria carta d’identità al costume che indosserebbe al proprio matrimonio. Riproduce lo « schéma de mon corps » in opere autobiografiche che combinano arte figuraiva e scrittura per descrivere i suoi vestiti, la sua passione per le macchine (BMW in particolare, simbolo ultimo di successo) e il ruolo che interpreta in una pièce teatrale.

La mostra inoltre ospita altri membri del collettivo La « S » per presentare le loro creazioni.

Locandina dell'esposizione di Angoulême. Un Popeye "scarabocchiato" tira un pugno.
Locandina dell’esposizione tratta da http://www.bdangouleme.com

I creatori de La « S » – Grand Atelier, laboratorio artistico di Vielsalm, in Belgio, sono portatori di handicap mentali e sono aiutati da artisti professionisti nello sviluppo delle loro creazioni. La funzione degli artisti non è però d’intervenire direttamente sui processi di creazione, ma d’offrire un aiuto tecnico privilegiando il dialogo. La «S » inoltre cerca d’interagire con tutti i campi dell’arte contemporanea: pittura, musica, stampe, textile design, animazione. Anche il fumetto è nel loro campo di azione, infatti nel 2007 insieme collettivo Frémok, è stata allestita la mostra Match de Catch prima a Vielsalm e in seguito ad Angouleme. La « S » e Frémok hanno fondato Knock Outsider!, una label editoriale dedicata all’art brut contemporanea.

 

Capitan Harlock in versione "brut".
Capitan Harlock in versione “brut”.

In questa mostra il visitatore potrà ammirare una metropoli di cartone e nastro adesivo creata da Marcel Schmitz, la quale è servita da base per la creazione del fumetto Vivre à FranDisco insieme a Thierry Van Hasselt. Nella collezione si vede anche L’Amour dominical, un fumetto di Dominique Goblet e Dominique Théâte, il “romanzo fotografico” della stilista Barbare Massart e il fotografo Nicolas Clément e molte rivisitazioni di fumetti da parte degli artitsti outsider. Tratti primitivi, associazioni libere di immagini, ingenuità altra e poetica deforme: troverete questo e altro nelle sale dell’Hôtel Saint-Simon.

La metropoli di cartone e nastro adesivo creato da Marcel Schmitz.
La metropoli di cartone e nastro adesivo creato da Marcel Schmitz.

La mostra durava solo i giorni del festival. L’allestimento è stato curato da La « S » Grand Atelier, Frémok e 9eArt+; gli artisti esposti sono Yvan Alagbé, Sarah Albert, Adolfo Avril, Nicolas Clément, Pascal Cornélis, Collectif Couteau, Serge Delaunay, Olivier Deprez, Gabriel Evrard, Dominique Goblet, Jean Leclercq, Joseph Lambert, Pascal Leyder, Jean-Christophe Long, Barbara Massart, Rémy Pierlot, Marcel Schmitz, Dominique Théâte, Thierry Van Hasselt.

Tavole di fumetto "brut", copia di una tavola di un manga.
Tavole di fumetto “brut”
Con questo piccolo viaggio nelle esposizioni, concludiamo i nostri post su Angoulême. Nel frattempo continuiamo la costruzione del sito e prepariamo una piccola recensione ad uno dei fumetti più caustici comparsi in Italia lo scorso anno. Seguiteci e vedrete che non ve ne pentirete!