Salva la tigre – Un mini fumetto di Marco Corona

Marco Corona, a cui abbiamo fatto un appello pubblico per la ripresa della serie L’ombra di Walt, ci regala due splendide tavole promozionali per la nostra piattaforma!

Al ragazzo esultando spuntano fuori gli artigli di Wolverine. Disegni Corona Storia Scassa

E voi che aspettate a registrarvi? Avete fumetti da vendere? Ne cercate? Avete voglia di costruirvi una biblioteca virtuale? Becomix è il sito che fa al caso vostro. Seppur sia ancora in costruzione, il database e il marketplace sono già attivi. Presto sarà migliorata la sezione Collection.

 

Come funziona Becomix
  • Si caricano i fumetti nel database seguendo la scheda di caricamento;
  • Si possono inserire molte informazioni (Autori, nome testata, nome serie, formato, genere, ecc);
  • Il fumetto catalogato può essere inserito nella propria collezione o messo in vendita.
Che tipi di fumetto vanno bene?
  • Che sia una autoproduzione, che sia supereroistico o un manga non importa, basta che sia un fumetto!
Come posso comprare i fumetti?
  • Gli utenti creano il marketplace mettendo i fumetti in vendita. Una volta contatto il venditore ci si mette d’accordo per le modalità di spedizione e pagamento, che avvengono fuori dal sito. Becomix non richiede tariffe!
Ci sono dei bug o link rotti!
  • Siamo un team ristretto che sta lavorando alla piattaforma esclusivamente con la forza della passione, la volontà di promozione culturale e un amore incondizionato per il fumetto. Se trovate bug, problemi, malfunzionamenti o consigli non esitate a contattarci!

 

 

La dottrina del Buddha e la Colt – Kazuichi Hanawa

Coconino ha annunciato le prossime uscite della collana Gekiga e tra queste c’è la riedizione di Keimusho no naka (刑務所のなか), ovvero In prigione, fumetto in cui il mangaka Kazuichi Hanawa racconta la sua detenzione nelle carceri di Sapporo e Hakodate. Un periodo lungo tre anni (dall’ottobre 1995 al maggio 1998) che l’autore racconta, una volta libero, nelle pagine della rivista AX. Il manga è nominato nel 2001 al Premio culturale Osamu Tezuka e partecipa anche alla selezione ufficiale di Angouleme nel 2007. Il regista Yochi Sai realizzerà un lungometraggio dall’adattamento del fumetto. Il film verrà accolto molto positivamente in Giappone, dove parlare della prigionia è ancora tabù.

Copertina de Prima della prigione di Kazuichi Hanawa

Kazuichi Hanawa iniziò a pubblicare nel 1971 sulle pagine di Garo. Le prime opere, come Tatakau onna (La donna che combatte) o Niku yashiki (Il palazzo della carne), erano di carattere eroguro, termine che deriva da ero guro nansensu, semi costruzione wasei-eigo (costruzione linguistica nata dalla fusione del giapponese e inglese) da erotic grotesque nonsense. Dopo la morte della madre nei primi anni ’80 si ritira dalla scena underground per rifugiarsi nel suo paese natale Saitama. In questo periodo Hanawa compie studi sul Buddhismo, psicologia e yoga. Fu Hiroshi Yaku che lo fece ritornare al fumetto con una storia di trenta pagine per il primo numero di Comic Baku. “Se la gente del villaggio sapesse che sono un mangaka, verrebbero a tirarmi pietre addosso”*, disse all’editore. Da qui parte un’evoluzione stilistica, ampliando anche le tematiche: Hanawa ci parla di buddhismo esoterico, di yokai e di leggende antiche. E poi l’arresto.

Descrizione di una Colt secondo Kazuichi Hanawa

Kazuichi Hanawa nel giugno 1994 entra in possesso di una Government M 1911 A-1 Rokken completamente arrugginita. Fanatico delle armi fin dalla giovane età decide di ripararla: «I collezionisti avrebbero lanciato esclamazioni per l’emozione. Gli intenditori avrebbero detto: “Fammela vedere!” oppure “Fammela toccare!” Era uno dei maggiori capolavori tra le armi da collezione.»** L’11 novembre 1994 Hanawa subì una perquisizione della polizia. Fu arrestato il 12 dicembre. L’interrogatorio dell’accusato è stato eseguito il 6 marzo, l’8 marzo è stata richiesta la pena e il 22 marzo c’è stato il verdetto. Entrò a ottobre nel carcere di Sapporo e successivamente venne trasferito in quello di Hakotake.

All’età di 47 anni Hanawa poteva considerare la sua carriera conclusa. Ma riuscì a salvarla non dissimulando nulla dell’esperienza e realizzando un manga informativo minuzioso sulla vita carceraria. Per il critico Jean-Marie Bouissou si tratta di una grande rivoluzione nel «Watakushi Manga» (“manga dell’io”): questo negli anni novanta si è trasformato nella misura in cui l’evoluzione delle mentalità ha valorizzato l’espressione della singolarità individuale.*** Prima della prigione però si caratterizza in maniera molto evocativa ed è un report solo in parte degli avvenimenti che hanno portato Hanawa in carcere.

Due tavole: a destra Hanawa che raschia la pistola, a sinistra la pratica ascetica di invocare il Buddha sotto la cascata

In Prima della prigione unisce due vicende che si intrecciano misteriosamente. Una è la scrupolosa descrizione di come Hanawa riparò la pistola, l’altra, ambientata probabilmente in epoca Edo, è quella di una ragazzina divisa tra l’affetto verso il padre, troppo preso dal suo lavoro di costruttore di armi, e l’amicizia con una ragazza che si dedica a pratiche ascetiche ed esoteriche per liberarsi dal karma negativo della sua famiglia. L’autore racconta la vicenda sotto forma di fiction in modo da non toccare la sua sfera privata ritornando su temi che gli sono cari.

due tavole che descrivono la vita in prigione

Le antiche litanie del Sutra di Kannon, racconti su Buddha, sui bodhisattva e sui myoo (figure divine del buddhismo di rango inferiore), pratiche ascetiche sotto la cascata, rituali esoterici Shugendō (religione sincretista che mescola elementi buddhisti nella versione esoterica della setta Shingon e shintoisti, basato sull’ascetismo e su pratiche di resistenza fisica) intervallano la meticolosa descrizione su come riparare una pistola. La Government viene inglobata nelle antiche preghiere creando un gioco di rilanci a più livelli semantici. Il passato dell’autore, il passato del Giappone, la ricerca della serenità, lo scintillio del picchiare dei fabbri, antichi versi in cinese, la vita in reclusione: questo è Prima della Prigione, opera raffinatissima sia nei tratti che nei contenuti. Viaggio nella psiche di Hanawa, che rivela molto di sè.

Il continuo levigare la pistola diventa una anticha pratica esoterica, un modo per sradicare il rancore, la ricerca del nirvana. Sono tre le fasi conclusive dei riparatori di pistole: verifica, esibizione e quinta essenza: quando si ricevono le lodi dei colleghi «il cuore fa un balzo di almeno tre centimetri battendo forte forte; ansia e miseria si cancellano e si è in grado di affrontare qualunque cosa. Uno stato in cui ci si sente pienamente affermati, qualcosa che solo i fanatici possono conoscere: è questa la suprema dottrina del Buddha, la quinta essenza.»

Viene narrato il Sutra di Kannon

I libri pubblicati in Italia sono già presenti nel database di Becomix. Dal link Prima della prigione, una volta loggati, potete aggiungerlo alla vostra collezione o wantlist, metterlo in vendita, commentare e pure votarlo (!). L’edizione è ormai del 2004 ma è probabile che qualche libreria abbia ancora qualche copia, quindi affrettatevi!

La protagonista femminile con l'ideogramma di rancore sul viso

Note

*da Comic Underground Japan.

** da In Prigione.

*** da Jean-Marie Bouissou, Il manga – Storia e universi del fumetto giapponese, Tunué, 2011

 

 

 

 

Il nuovo fumetto argentino – DisTinta

DisTinta – Il nuovo fumetto argentino

Il fumetto argentino dovrebbe essere morto, ci spiega Martin Perez, il curatore, insieme a Liniers, dell’antologia DisTinta – Nueva historieta argentina. Con il nuovo e prepotente assedio alla cultura delle immagini, costrette in schermi sempre più piccoli, con sequenze sempre più veloci e una attenzione dello spettatore sempre più volatile, il mezzo artistico basato sul disegno a due dimensioni e narrazione sequenziale dovrebbe essere ormai dimenticato da tempo. L’Argentina ha dato il suo vigoroso contributo alla nona arte, basta citare El Eternauta o fumettisti come Quino, Breccia, Muñoz. Non sono bastate la scomparsa di case editrici negli anni novanta, una distribuzione non più capace di portare i fumetti nelle edicole, la crisi dei formati tradizionali causata da internet a distruggere per una buona volta le historias. No, non sono bastate. Se parlare di una nuova età dell’oro può essere esagerato, quello che si può dire, osservando l’antologia DisTinta, è che il fumetto argentino è vivo e gode di una buona salute.

Copertina di DisTinta - il nuovo fumetto argentino - realizzata da Liniers

A fungere da faro per gli autori, è la rivista autoprodotta ¡Suélteme!, in cui militavano autori come Podeti, Pablo Fayò, Pablo Sapia, Diego Parés e Max Cachimba. Pubblicata annualmente in cinque numeri, dal 1995 al 1999, ¡Suélteme! ha rappresentato la vera resistenza della nona arte. Liniers e Perez hanno deciso però di non includerli nell’antologia per mantenersi ancorati alla realtà contemporanea. Le condizioni economiche sono migliorate e dalle fucine dell’autoproduzione finalmente stanno ritornando riviste e libri. Il web aiuta a creare nuove comunità di lettori e appassionati. Per parlare del fumetto argentino di oggi bisogna per forza citare le riviste Fierro e Comiqueando, la fanzine Catzole, il blog Historietas reales, editori indipendenti come Llanto de Mudo. Grossomodo i 33 autori presenti nell’antologia derivano da queste realtà.

ARIEL LOPEZ V.

Lopez V. (V non come Vendetta, ma dal cognome della madre Verdesco) è di Mataderos. Lavora per il proprio studio di animazione Caramba e si è aggiudicato premi internazionali. Ha pubblicato su Fierro, Rolling Stone e il supplemento Si del quotidiano Clarin. Ora sta lavorando al suo primo graphic novel, Continente, grazie ad una borsa di studio vinta ad Angouleme. Un triangulo perfecto è la storia inedita che compare sull’antologia: un’avventura che ha il sapore borgesiano, dove le sperimentazioni grafiche non nuocciono alla narrazione. Questo link per accedere ad altre figate del suo blog.

 

Doppia tavola molto psichedelica in cui i protagonisti viaggiano in un altra dimensione in cui abita un mostro con testa triangolare

Due tavole dal sapore pop-sperimentale

camila torre notari

Da più di dieci anni Camila Torre Notari pubblica storie brevi e autobiografiche sul suo sito, Blogui Comics. Super prolifica, racconta a fumetti da quando ha diciannove anni e studiava disegno all’Università de Moron e fumetto nella scuola Eugenio Zoppi. Militante dell’autoproduzione, ha scritto anche Como armar un fanzine (Come fare una fanzine). Amante della pizza (ha perfino una fanzine dedicata al piatto più buono del mondo), cura il festival dell’Associazione Civile Viñetas Sueltas. La storia dell’antologia è stata scritta apposta e narra una delle tipiche problematiche di una band: avere un membro che non si sbatte per niente.

 

sempre tavole dallo stesso racconto. c'è una band che suona

Delius

Maria Delia Lozupone porta avanti una doppia carriera: una di libri per l’infanzia, con cui si firma con il proprio nome, e un’altra di fumettista che parla di maternità, amore, dello scorrere del tempo, della natura, di relazioni umane. In questa seconda carriera la sua firma è quella di Delius. Attualmente sta lavorando ad un progetto nuovo e Volver a verte, il racconto dell’antologia, ne farà parte.

tavole in bianco e nero con un disegno naif

sempre tavole in stile naif

Ezequiel Garcia

Ezequiel Garcia è stato il co-editore di El Tripero e al momento è il direttore artistico delle illustrazioni e dei fumetti per la rivista Crisis. Inoltre cura e organizza mostre e collezioni. Dopo il libro del 2013 Creciendo en publico Garcia ha deciso di abbandonare lo stile autobiografico che lo contraddistingueva per gettarsi in opere più sperimentali. Servicio con inteligencia emocional, il racconto da cui abbiamo tratto le immagini, è il secondo capitolo di un libro in costruzione (il primo comparve sulla rivista Un Faulduo). Che dite, deve continuare su questa strada?

Tavola pop-sperimentale

Gato Fernandez

Dopo aver studiato sceneggiatura e lavorato insieme a Carlos Trillo, Gato Fernandez ha collaborato a riviste come Fierro e Clitoris, rivista esclusivamente di autrici femminili. Il racconto dell’antologia, Historia de una nena y Dios (Storia di una bambina e Dio) si basa su un abuso sessuale realmente accaduto e fa parte di un progetto autobiografico ancora in fase di lavorazione.

tavole con un stile vagamente francese

Maria Luque

Illustratrice editoriale, dal 2005 espone i suoi lavori in musei e gallerie. Si è avvicinata al fumetto grazie alle opere di Powerpaola e Marjane Satrapi. Il racconto Una invitacion è legato ai suoi ricordi di infanzia, quando andava al compleanno del nonno. C’erano molte giacche in pelle vera perché all’inizio degli anni novanta la gente non era molto ecologista, ci spiega.

stile da pittura espressionista

Pablo Vigo

Erede della grande tradizione indie nordamericana (Clowes, Ware, Tomine) Pablo Vigo è una figura di spicco nel panorama nazionale. Illustratore del quotidiano La Nacion, fa parte degli autori di Editorial La Pinta, ha curato l’antologia Tabula Rasa (2009), pubblicava sulle riviste Maten al Mensajero e Doppelganger. Era una noche tormentosa nasce dal suo amore verso i racconti dell’orrore dei leggendari EC Comics.

 

Semola Souto

Con amici ha creato il delirante Lule Le Lele, serie durata quindici numeri. Oggi fa parte del collettivo umoristico e satirico Alegria e si occupa di restauro, realizza storyboard cinematografici. Parkelandia, il fumetto nell’antologia, è stato pubblicato su Fierrito, il supplemento a Fierro. Qui viene raccolto per la prima volta tutto insieme.

mostriciattoli come pokemon che litigano

 

Ho mostrato solo 8 dei 33 autori presenti nell’antologia. La scelta è stata solamente dettata dal mio gusto personale, ma ogni autore è molto valido. Il fumetto argentino nonostante le sfide resiste ancora. Questo perché è uno dei medium artistici che permette più libertà espressiva, perché i lettori, tramite lo spazio bianco delle vignette, si impossessano dell’opera, perché è evasione e impegno. LUNGA VITA AL FUMETTO!

 

 

 

Appello a Marco Corona – Dov’è finito Walt?

Scrivere e illustrare un fumetto, che abbia la forma di libro o di romanzo, non è compito semplice. Ancora più arduo è scrivere una storia a forma di elefante e, che io ne sappia, solo una persona ci è riuscito. Impostare una narrazione non lineare è una scelta scellerata. Chi è il coraggioso che decide di rappresentare solo i simulacri del significato? Solo chi è genuinamente folle, con un coraggio cieco ed esperianza concreta, riesce nell’impresa.

Copertina di L'ombra di Walt di Marco Corona

Nel 2008 Marco Corona ci regalò L’Ombra di Walt, una finestra su un mondo più reale del vero. Un luogo mesto, squisitamente povero, dove la guerra c’è già stata e la grande depressione aleggia nell’aria ricoprendo come polvere invisibile ogni cosa. Walt è un artista che ritrae le puttane e colleziona frammenti di pellicole, ricordi di un passato che sta scomparendo. Gli acquarelli delle tavole di Corona svaniscono e incidono come pugni.

Illustrazioni di prostitute

Leggere L’Ombra di Walt appaga pienamente e riesce. Concretizza le inquietudini e prevede gli anni che verranno, anni in cui il passato viene sempre più dimenticato e i sogni non consolano. In Walt Corona riesce a fare sintesi di tutta la sua esperienza. Surreale, non spiegabile, o invece il contrario. Ma capire, nell’epoca della morte dell’intelligenza, a che serve? Solamente conta l’esperienza di per sè. Difficile, molto difficile riuscire nell’impresa.

Copertina de L'ombra di Walt 2 di Marco Corona

Corona, senza colpo ferire, regala un seguito. A.D. 2009 nelle fumetterie arriva L’Ombra di Walt 2. La strada diventa ancora più ampia. I colori risplendono, proprio come frutti marci. Anzi, proprio nel momento in cui il colore del frutto è al suo massimo e non può che marcire. Il marcire, il destino dell’ halber-mensch è lì dietro l’angolo, anzi dietro la pagina. Rimani stupito dopo la lettura. Per un attimo alleggi nella nuvola sacra dell’imbecillità.

La morte vestita di rosso in una borgata di montagna. Illustrazione di Marco Corona
Quarta di copertina – Immagine tratta dalla pagina fb dell’autore

Il secondo episodio racconta il prima della guerra, quando il pittore promettente deve affrontare il compito più difficile, ovvero diventare un artista “mantenente”. Il carnevale, con le sue maschere che nascondono ghigni epilettici, è condizione perenne nella città. Il mondo alla rovescia, il caos. Chiuso nel suo studio Walt con la sua arte rigorosa deve mettere ordine.
Il grande Carnevale nella città di Walt. Illustrazione di Marco CoronaNel mercato nero si può trovare qualsiasi cosa, ma sopratutto vengono spacciate storie. Un attore racconta tramite un grammofono tre storie: L’Oca Malata, La morte regnava sovrana nel piccolo villaggio di Q. e Il pittore promettente. Nell’ultimo racconto si ritorna quindi a Walt. Un ritorno che appare come un martellare filosofico. I vecchi dissero, ci sarà la guerra, ma nessuno prestò credito alle loro parole e nessuno fece nulla. Una stagione al’inferno in cui la gente non fa altro che festini e tutto il vino scorre.

Che il pittore promettente sia Marco Corona?
Immagine presa dalla pagina Facebook dell’autore


In seguito Corona, sbattendosene allegramente le palle, continuò deciso il suo cammino. Non sapremo più nulla di questa dimensione ombrosa, i misteri rimangono velati. I simboli, simulacri di significato, da quasi un decennio restano minacciosi e senza via d’uscita. C’è da dire che non ci è mai stato promesso alcunchè. Tra Roma e Pinocchio, Corona non si cristallizza mai. Noi, però, chiediamo pubblicamente a Corona di ritornare veggente e di raccontarci ancora del mondo di Walt. Corona, vogliamo L’Ombra di Walt 3. Ne abbiamo bisogno. Capiamo che le istanze artistiche non ti tengono fermo, abbiamo visto la tua evoluzione tra Bestiari Padani, artiste messicane, La Colombia, i Riflessi. Non ti chiediamo di ritornare al passato, ma semplicemente di riaffrontare un mondo. Forse non siamo in tanti ad averne bisogno, ma il bisogno nostro è una moltitudine. Dov’è finito Walt? Cosa fa oggi? C’è ancora il governo provvisorio? Come sta l’uccello? C’è una possibilità di rendenzione a tutta questa polvere? Ci regalerai ancora tavole belle come questa?

Sul database sono già stati schedati: L’ombra di Walt,  L’ombra di Walt #2. Sicuramente io non metterò mai in vendita questi due volumi e credo che ormai non siano di semplice ritrovamento.

 

L’erotismo de I Briganti di Magnus

Editoriale Cosmo annuncia una ristampa de I Briganti di Magnus sulla collana Grandi Maestri. Identificare quale sia la migliore opera di Magnus, probabilmente è una sfida impossibile. I Briganti però è un’incredibile sintesi della poliedricità del Maestro e contribuisce a nobilitare il fumetto come mezzo comunicativo colto e raffinato, senza però ripudiare mai “la bassezza” del fumetto popolare. Tra i generi preferiti del nostro autore quello erotico si rifà sempre ad una certa letteratura classica (De Sade, Apollinaire, Chin P’ing Mei) con estrema eleganza, senza risultare mai volgare.

I Briganti, rifacimento in stile fantascientifico del classico cinese Shuǐhǔ Zhuàn (水滸傳), letteralmente Storia ai margini dell’acqua, è un’opera che parla di eroismo, di morale, di avventure, drammi, lotta contro le ingiustizie. Riflette su vari aspetti della realtà e della vita, sottolineando a volte le difficoltà e le sconfitte, altre volte invece descrive le vittorie, la goliardia, i piaceri della vita. Le belle donne non mancano e qui vi presentiamo qualche splendido personaggio femminile.

Per prima incontriamo questa bellissima ballerina, che ci ricorda un po’ Jaka di Cerebus. Il capitano Lu-Ta ucciderà il laido macellaio Cheng per proteggerla dalle sue “avance”. Per questo crimine Lu-Ta sarà costretto a fuggire e dopo qualche peripezia si unirà ai Briganti.

Ballerina semi nuda in taverna.

Ballerina che danza mentre il padre la accompagna con il liuto.

Primo piano della ballerina che dice: "Non ho mai potuto ringraziarvi come avrei voluto".
Chissà in che modo avrebbe voluto ringraziare il suo salvatore?

 

La moglie del capitano Lin-Chung, il famoso Cranio di Pantera, viene presa di mira da Grande Astro di Voluttà, nipote del maresciallo Kao e comandante dei “fedelissimi” Neri dell’Ultima Sala. Il desiderio di Grande Astro di Voluttà innescherà una serie di eventi che faranno marchiare ingiustamente Lin-Chung come traditore. Data la difficoltà di ricostruire l’ambientazione cinese alla fine della dinastia Song, Magnus decise di rappresentare l’opera in uno scenario fantascientifico. La moglie di Cranio di Pantera ci sembra un omaggio diretto a Dale Arden, eterna fidanzata di Flash Gordon.

Primo piano della moglie di Cranio di Pantera

Astro di Voluttà blocca la strada alla moglie di Cranio di Pantera.

 

Non tutti i personaggi femminili sono esempi di morale o semplici vittime. Ecco la capricciosa moglie del sostituto procuratore Sung Kung Ming, detto Pioggia a tempo giusto. L’avidità della signorina, che non sa apprezzare le virtù del saggio marito, sarà la causa della sua morte violenta.

La moglie di Sung Kung Ming aspetta l'amante seminuda.
La moglie di Sung Kung Ming mentre aspetta l’amante.

La moglie di Sung Kung Ming verita in un braccio.

 

La perfida moglie del governatore Liu-Kao sarà salvata dallo stupro da parte di Tigre dalle gambe corte da Sung Kung Ming.  Il bruto violento e sfacciato però è tutt’altra cosa del molle e profumato governatore Liu: il fatto di essere salvata, proprio quando era “tutto un calore” la indispettirà parecchio. Le sue menzogne e perfidie porteranno guerra e rovina, raccontate nella quarta parte dell’opera. Solo alla fine il suo capo mozzato finirà tra le mani di Tigre dalle gambe corte, sinceramente innamorato della dama “di seta e di rado”.

La moglie del governatore Liu-Kao tra le braccia di Tigre dalla Gambe Corte.

Il molle governatore Liu-Kao con la oglie a letto.

La moglie del governatore Liu-Kao mentre testimonia il falso.

 

Le foto sono tratte dall’edizione Granata Press Granata Press (Schegge, supplemento al n.19 – 1992, pagine 144 a sei quadretti a 3 strisce e 99 pagine a otto quadretti a 4 strisce).

La Fortezza di Joann Sfar e Lewis Trondheim

Per l’occasione speciale del primo articolo del blog di Becomix vi presentiamo la serie francese Donjon, di Joann Sfar e Lewis Trondheim, oggi ormai riconosciuti come due grandi autori, esponenti dell’ onda francese che ruota intorno alla casa editrice L’Association.

Copertina del primo numero Zenith

Tradotta in italiano come La Fortezza, da noi questa serie è praticamente sconosciuta, sono usciti solo pochi albi (tre per Phoenix Enterprise, due per Magic Press), mentre nella madrepatria Francia la serie conta ben trentasei numeri, un gioco di ruolo ed ancora altre uscite parallele. Già il nome di per sè, Le Donjon, richiama proprio quello di Dungeons & Dragons, e non a caso: dopo molte partite, i due autori decisero di creare una serie fantasy che mantenesse l’aspetto ludico e avventuroso, ma che allo contempo potesse stravolgere molti canoni del genere, con una forte impronta ironica e parodistica.

La fortezza è appunto il dungeon in cui gli avventurieri si addentrano per esplorare e saccheggiare. In questa serie però il punto di vista è ribaltato: i protagonisti non sono coloro che si inoltrano in  sotterranei di stregoni oscuri per derubare e saccheggiare, ma i proprietari del maniero decisi a gestirlo in modo prettamente manageriale per arricchirsi il più possibile. La scelta stilistica di rappresentare i personaggi in maniera antropomorfa con uno stile cartoonistico dichiara immediatamente l’intento parodistico verso un genere che tende a prendersi troppo sul serio. Nonostante l’ironia, la storia di questa Fortezza riesce a svilupparsi in maniera epica, offrendo spunti filosofici ed approfondendo molto la psicologia dei personaggi.

Il coniglio Marvin il Rosso

La Fortezza è divisa in tre epoche diverse. Gli albi Zenith (al momento sei volumi) riguardano il momento di maggiore splendore del maniero, in cui assistiamo alle avventure del papero inetto Herbert, mentre la fortezza è gestita dal cinico Guardiano. L’epoca Crepuscule (otto volumi) mostra la decadenza del maniero e la disgregazione del mondo. Uno dei protagonisti è il violento coniglio Marvin il rosso, e ritroviamo Herbert (protagonista inetto di Zenith) nei panni del Gran Khân, l’oscuro dominatore del donjon. Potron-Minet (cinque volumi) ha invece per protagonista il giovane Guardiano e mostra come è nato il dungeon.

Ho citato questa epoca per ultima perchè la data editoriale di uscita è posteriore a quelle di Zenith e Crepuscule: La Fortezza infatti può essere letta in molteplici ordini, sia in quello cronologico della storia, sia quello di uscita per albi. Esistono altre due sottoserie sotto il nome Donjon: Monster (dodici volumi) che tratta personaggi secondari, e la serie Parade (cinque volumi), che narra avventure ironiche nel donjon tra il volume uno e due di Zenith.

Il nostro consiglio è di leggere la serie seguendo le uscite editoriali, in modo tale da potersi gustare per bene i collegamenti temporali e vedere come la serie si è man mano evoluta. Ad esempio, se si inizia da Potron-Minet, che è una sorta di romanzo di formazione alla Balzac, con il suo carattere romantico e romanzesco, la serie può venire mal interpretata se non filtrata dalla carica umoristica delle epoche posteriori. Un architettura piuttosto complessa, eh? L’intento degli autori è di completare la serie in trecento albi (come Cerebus), un intento piuttosto eroico che verosimilmente non sarà compiuto. Gli ultimi numeri usciti nel 2014 segnano però una conclusione alla serie, nonostante gli autori si riservino la possibilità di continuare la narrazione.

illustrazione di un mostro gigantesco
Nientemeno che il Male Assoluto

Innumerevoli sono le trame e i personaggi che si sviluppano in questa ambientazione. A collegare il tutto però sono i sette maledetti Oggetti del Destino, che tengono saldo il mondo. Nel primo numero dello Zenith incontremo la Spada del Destino, inutilizzabile dal portatore fin quando questo non compia tre gesta eroiche a mani nude. L’unico modo per sbarazzarsi di questo oggetto è mozzare il capo del proprietario, ma se questa viene toccata da qualcun’altro il possessore si trasforma in uno degli antichi detentori. Molta attenzione devono fare coloro che cercano di rubarla, perchè perfino il Male Assoluto ne è stato un antico possessore. L’inetto Herbert per caso ne entrerà in possesso, e passerà un bel po’ di tempo prima che riesca ad usarla. Proprio perchè Herbert non può usare questa arma la sottoserie più ironica Parade si svolge tra il numero 1 e 2 dello Zenith.

illustrazione di un cavaliere della notte
Il giovane guardiano Hyacinthe cavalca nella notte.

Sfar & Trondheim, dopo aver disegnato i primi episodi, hanno lasciato le matite ad altri colleghi francesi: la serie Potron-Minet vede come illustratore Christophe Blain, la serie Monster invece ha autori sempre diversi, come Blanquet, Blutch, Mazan, per dirne qualcuno. La presenza di numerosi illustratori rende la serie molto variegata ed attraente dal punto di vista estetico, mantenendo costante la coerenza di scrittura.

I primi numeri di Crepuscule sono illustrati da Sfar
Il papero Herbert divenuto il Grand Khân nell’ambientazione Crepuscule. Donjon Monster 4, disegni magistrali di Blanquet.

Se Potron-Minet è il periodo romantico, Zenith quello ironico e Crepuscule apocalittico, il filo conduttore della serie è il senso di smarrimento verso un mondo folle abitato da personaggi incredibili, spesso inetti o imbecilli, con uno sguardo ironico ed impietoso sull’uomo e un forte e positivo desiderio di avventura. L’ambientazione, anche grazie alla serie Monster, è approfondita, coerente e ben ideata.

La lettura di questi album è divertente e veloce, le idee sempre fresche e accattivanti, sempre che il lettore sia alla ricerca di un fumetto dai tratti più particolari  e non a qualcosa di più prettamente fantasy. Al lettore rimarrà sicuramente impressa l’amicizia tra Herbert il papero e Marvin il drago (da non confondere con Marvin il coniglio), l’amore tra il giovane Hyacinte e Alexandra l’assassina, e mille altri aneddoti e sviluppi assurdi.

Sfortunatamente la serie in Italia ha avuto poco seguito, per leggerla per intero è necessaria una discreta conoscenza del francese. E’ un fumetto particolare e incisivo, che ha lasciato degli ottimi eredi (ad esempio Adventure Time). Consigliato ai palati fini del fumetto d’autore. Bao ha annunciato la ripubblicazione, aspettiamo ansiosi maggiori informazioni!

Nel database di Becomix sono presenti tutti gli albi francesi

E due numeri italiani (su 4?)