Un lungo giro in barca con Fitzgerald – Cerebus Going Home

Cerebus Going Home è sia il titolo del tredicesimo libro di Cerebus, sia il titolo dell’arco narrativo che include anche il volume successivo Form & Void. In realtà i capitoli di Going Home (arco narrativo) sono tre: il primo volume ne contiene due, il corto Sudden Moves e Fall And The River, mentre il terzo Form & Void prende l’intero quattordicesimo phonebook. Sudden Moves inizia dove Rick’s Story si era interrotto. Cerebus e Jaka sono diretti a nord per raggiungere la casa dell’oritteropo a Sand Hill Creek per iniziare una nuova vita insieme. Vagano da taverna in taverna nell’estasi del primo momento dell’innamoramento: quello sciocco, euforico e esilerante. Jaka sembra essere diventata una celebrità, probabilmente grazie al suo background reale e il successo del libro di Oscar (Wilde). Il loro viaggio è facilitato dalle Cirinist che tengono un occhio vigile su di loro. Sudden Moves ci mostra com’è la Estarcion controllata dalle Cirinist fuori dai pub descritti in Guys. Non so quanto tempo Cerebus abbia passato all’interno del pub, ma sembra che la rivoluzione Cirinista si sia stabilizzata completamente.

Tavola paesaggistica di Cerebus Going Home

La società si è ricostiuita o è stata rimodellata, e, in questo capitolo almeno, appare piuttosto pacifica e pastorale. Sempre se si righi dritto, naturalmente, come sfortunatamente si può scoprire nel risveglio di Jaka. Ci sono altre nuvole all’orizzonte. Jaka in un primo momento dice: “Of course this is the ‘beginning’ part. The ‘beginning’ part is easy. We’ll have to see how ‘lucky’ either of us feels after we’ve had a chance to really get on each other’s nerves”.  (Certamente questo è l'”inizio” . L’inizio è semplice. Dobbiamo vedere quanto ognuno di noi si sentirà “fortunato” dopo che avremo avuto l’opportunità di darci sui nervi a vicenda sul serio.)

Jaka pensierosa alla finestraQuesta opportunità apparirà ben presto. Cerebus è esasperato dai loro lento proseguire, mentre Jaka sopporta il non potersi comprare vestiti nuovi ogni giorno (ciò non mi sembra molto realistico: la ragazza che era scappata dai suoi privilegi di aristocratica per diventare una ballerina da taverna sposata con un uomo senza titoli ora è stressata dai suoi vestiti? Nah. Posso accettare che le sue esperienze da Jaka’s Story abbiano avuto un grosso effetto su di lei, ma non riesco ancora a convincermi di questo cambiamento).

Fitzgerald e primi piani del suo occhio stanco

Alla fine salgono su una chiatta, che ci traghetta alla seconda parte, Fall And The River. Il nostro compagno di viaggio è il nuovo furto letterario di Dave Sim, F. Scott Fitzgerald, chiamato F. Stop. Kennedy. Dovremo affrontare 220 pagine del lento viaggio controcorrente di Cerebus e Jaka che conversano nelle ore dei pasti con Kennedy, inframezzati dalla versione di Sim della prosa di Fitzgerald. Questa è presentata come il libro a cui Kennedy sta lavorano, un romanzo chiave su Cerebus, Jaka e lui stesso. È qui dove la storia di Cerebus inizia a crollare, dove Sim incastra quello che gli passa per la testa nella storia, che riguardi l’oritteropo o meno. Quando asserivo che la qualità del fumetto crolla dal numero 220 o giù di lì mi riferivo proprio a questo punto.

Fitzgerard nel suo studio in Cerebus Going Home

Sapete cosa? Mi sbagliavo. A rileggerlo mi è davvero piaciuto Fall And The River. Si prova il piacere di osservare il flusso e riflusso dell’attrazione e la foga dei dialoghi tra i tre personaggi. L’ambiente ristretto e il numero limitato di protagonisti esprime i sentimenti di un dramma teatrale, mentre osserviamo i tre personaggi ruotare attorno all’altro fino alla collisione finale (che è una delle caratteristiche che ha fatto fuzionare molto bene Jaka’s Story). Kennedy sta chiaramente recitando per Jaka e millanta la promessa di un ruolo di musa nella sua presunta colonia di artisti. Questo ruolo è decisamente accativante per Jaka e per la visione che ha di sè, specialmente se si confronta alla proposta di Cerebus, ovvero di dividere la casa con i suoi genitori e passare i giorni a non fare altro che cucinare e pulire.

Fitzgerard e i movimenti della nave

È triste, davvero triste. Cerebus sa che non ha nessun indizio per capire cosa passi per la testa di Jaka. Cerebus può solo capire che c’è qualcosa che non va, ma non ha intelligenza a sufficienza da capire quale sia il problema, e neppure per salvare la situazione o fuggire via. Si agrappa alle parole di Rick “you have to be happy enough for two” come fossero un mantra per tutto il libro, ma questo non funziona, non può funzionare. I nodi vengono al pettine quando Kennedy legge ad alta voce un passo chiaramente basato sulla fragile relazione di Jaka imbarcatasi in Mother & Daughters. È una scossa sismica per il loro legame, intelligentemente comunicato nella pagina da un’interruzione dell’ambiente di Juno verso una scenografica di fiume idilliaco. È un punto di non ritorno, sembra davvero la conclusone del viaggio tra Cerebus e Jaka.

Cerebus, Jaka e F. S. Kennedy a tavola

Precedentemente nel libro una Cirinista intima a Jaka che, volendo, avrebbero potuto sbarazzarsi di Cerebus facilmente. Quando la barca si prepara ad attraccare per l’ultima volta si manifesta concretamente questa minaccia, proprio nel momento in cui Jaka riprova il discorso di separazione con l’amato. Nel porto ci sono dozzine di truppe armate aspettando con l’ovvia intenzione di catturare o uccidere Cerebus. L’oritteropo, inconsapevole, scende dalla plancia per affrontare il suo fato… fino al momento in cui Jaka capisce cosa sta succedendo, corre verso di lui in panico per attraversare il plotone in due, come fossero ancora molto uniti, abbandonando Kennedy e i suoi sogni di mecenatismo. Questa conclusione è l’assoluto contrario di Jaka’s Story. Nel quinto phonebook di Cerebus l’egoismo intenzionale di Jaka mette in pericolo le persone che le gravitano attorno, ma qui lei volta le spalle ai suoi sogni e sacrifica le sue speranze per salvare Cerebus.

Fine del viaggio. sequenze visive di paesaggi

Sono onestamente sorpreso di questa rilettura di Cerebus Going Home, specialmente della seconda parte. Come avevo già detto, è da qui che pensai che Cerebus iniziava a calare progressivamente, almeno sul punto narrativo. L’opera è, ovviamente, stupefacente a livello tecnico. Il disegno e l’impostazione delle tavole sono ai massimi livelli. Dave e Gerhard espandono il vocabolario del fumetto in ogni pagina e molte delle sequenze (la vista post catastrofe di Iest, il giro a 360° intorno al tavolo) possono mandarti fuori di testa. In questa rilettura, ho trovato molti aspetti da apprezzare nella storia. Non ci sono misteri cosmici, nessun grande schema politico, ma c’è un dramma relazionale osservato dannatamente bene. È una recitazione da camera piuttosto che le epiche da megascherma a cui ci avevano abituato fino al numero 200, ma si tratta davvero di una ottima recitazione. Allora Cerebus da dove, sempre se ci sia un momento, inizia a crollare? Vi farò sapere da dopo Form And Void

F. S. Kennedy ubriaco sopra una cassa di gin

(È utile anche notare che come Melmoth anche Cerebus Going Home contenga un capitolo di annotazioni. Quanto uno ci si addentri dipende dall’interesse che il lettora ha verso l’opera di Fitzgerald, ma una volta che uno scorre il peso della ricerca di Dave che riversa sulle pagine, ci sono interessanti intuizioni e preziosi contesti da cui si capiscono maggiormente le parole e azioni di Kennedy nella storia. Ho sempre sperato che Dave tornasse indietro e facesse questo lavoro per tutti gli altri libri, una specie di director’s commentary, ma non credo che ciò avverrà mai.)

Articolo scritto da Dan originariamente pubblicato su Goodreads.

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