10 fumetti del 2017 passati in sordina

Per concludere l’anno vi offriamo una lista di dieci titoli passati in sordina, libri che, per un motivo o per l’altro, non hanno avuto il riscontro dovuto. Garantiamo al limone che se non si tratta di piccoli capolavori, son dei gran bei pezzi di fumetto.

Le chat noir di Galli (Coconino Press Fandando)

Cromwell stone di Andreas (Magic Press)

Longshot comics 3: Le malaugurate avventure di FIlson Gether di Shane Simmons (Proglo Edizioni)

Shangri-La di Mathieu Bablet (Mondadori Ink)

La saggezza delle pietre di Thomas Gilbert (Diabolo)

Recensione C4comicsLink database

La Caïda e Coyota – Juliette Bensimon-Marchina (Forte Pressa)

Ne abbiamo parlato!Link database

La mia vita cinese 3 – Il tempo del padre di Li Kunwu e Philippe Otié (Add Editore)

Recensione dei primi due!Link database

Diablotus di Lewis Trondheim (Proglo Edizioni)
Ikki Mandala di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)

Cat eyed Boy 2 di Kazuo Umezu (In your face Comix)

recensione del primo numerodatabase

 

 

 

 

Articolo di Francesco Iesu e Juan Scassa

 

La Fortezza di Joann Sfar e Lewis Trondheim

Per l’occasione speciale del primo articolo del blog di Becomix vi presentiamo la serie francese Donjon, di Joann Sfar e Lewis Trondheim, oggi ormai riconosciuti come due grandi autori, esponenti dell’ onda francese che ruota intorno alla casa editrice L’Association.

Copertina del primo numero Zenith

Tradotta in italiano come La Fortezza, da noi questa serie è praticamente sconosciuta, sono usciti solo pochi albi (tre per Phoenix Enterprise, due per Magic Press), mentre nella madrepatria Francia la serie conta ben trentasei numeri, un gioco di ruolo ed ancora altre uscite parallele. Già il nome di per sè, Le Donjon, richiama proprio quello di Dungeons & Dragons, e non a caso: dopo molte partite, i due autori decisero di creare una serie fantasy che mantenesse l’aspetto ludico e avventuroso, ma che allo contempo potesse stravolgere molti canoni del genere, con una forte impronta ironica e parodistica.

La fortezza è appunto il dungeon in cui gli avventurieri si addentrano per esplorare e saccheggiare. In questa serie però il punto di vista è ribaltato: i protagonisti non sono coloro che si inoltrano in  sotterranei di stregoni oscuri per derubare e saccheggiare, ma i proprietari del maniero decisi a gestirlo in modo prettamente manageriale per arricchirsi il più possibile. La scelta stilistica di rappresentare i personaggi in maniera antropomorfa con uno stile cartoonistico dichiara immediatamente l’intento parodistico verso un genere che tende a prendersi troppo sul serio. Nonostante l’ironia, la storia di questa Fortezza riesce a svilupparsi in maniera epica, offrendo spunti filosofici ed approfondendo molto la psicologia dei personaggi.

Il coniglio Marvin il Rosso

La Fortezza è divisa in tre epoche diverse. Gli albi Zenith (al momento sei volumi) riguardano il momento di maggiore splendore del maniero, in cui assistiamo alle avventure del papero inetto Herbert, mentre la fortezza è gestita dal cinico Guardiano. L’epoca Crepuscule (otto volumi) mostra la decadenza del maniero e la disgregazione del mondo. Uno dei protagonisti è il violento coniglio Marvin il rosso, e ritroviamo Herbert (protagonista inetto di Zenith) nei panni del Gran Khân, l’oscuro dominatore del donjon. Potron-Minet (cinque volumi) ha invece per protagonista il giovane Guardiano e mostra come è nato il dungeon.

Ho citato questa epoca per ultima perchè la data editoriale di uscita è posteriore a quelle di Zenith e Crepuscule: La Fortezza infatti può essere letta in molteplici ordini, sia in quello cronologico della storia, sia quello di uscita per albi. Esistono altre due sottoserie sotto il nome Donjon: Monster (dodici volumi) che tratta personaggi secondari, e la serie Parade (cinque volumi), che narra avventure ironiche nel donjon tra il volume uno e due di Zenith.

Il nostro consiglio è di leggere la serie seguendo le uscite editoriali, in modo tale da potersi gustare per bene i collegamenti temporali e vedere come la serie si è man mano evoluta. Ad esempio, se si inizia da Potron-Minet, che è una sorta di romanzo di formazione alla Balzac, con il suo carattere romantico e romanzesco, la serie può venire mal interpretata se non filtrata dalla carica umoristica delle epoche posteriori. Un architettura piuttosto complessa, eh? L’intento degli autori è di completare la serie in trecento albi (come Cerebus), un intento piuttosto eroico che verosimilmente non sarà compiuto. Gli ultimi numeri usciti nel 2014 segnano però una conclusione alla serie, nonostante gli autori si riservino la possibilità di continuare la narrazione.

illustrazione di un mostro gigantesco
Nientemeno che il Male Assoluto

Innumerevoli sono le trame e i personaggi che si sviluppano in questa ambientazione. A collegare il tutto però sono i sette maledetti Oggetti del Destino, che tengono saldo il mondo. Nel primo numero dello Zenith incontremo la Spada del Destino, inutilizzabile dal portatore fin quando questo non compia tre gesta eroiche a mani nude. L’unico modo per sbarazzarsi di questo oggetto è mozzare il capo del proprietario, ma se questa viene toccata da qualcun’altro il possessore si trasforma in uno degli antichi detentori. Molta attenzione devono fare coloro che cercano di rubarla, perchè perfino il Male Assoluto ne è stato un antico possessore. L’inetto Herbert per caso ne entrerà in possesso, e passerà un bel po’ di tempo prima che riesca ad usarla. Proprio perchè Herbert non può usare questa arma la sottoserie più ironica Parade si svolge tra il numero 1 e 2 dello Zenith.

illustrazione di un cavaliere della notte
Il giovane guardiano Hyacinthe cavalca nella notte.

Sfar & Trondheim, dopo aver disegnato i primi episodi, hanno lasciato le matite ad altri colleghi francesi: la serie Potron-Minet vede come illustratore Christophe Blain, la serie Monster invece ha autori sempre diversi, come Blanquet, Blutch, Mazan, per dirne qualcuno. La presenza di numerosi illustratori rende la serie molto variegata ed attraente dal punto di vista estetico, mantenendo costante la coerenza di scrittura.

I primi numeri di Crepuscule sono illustrati da Sfar
Il papero Herbert divenuto il Grand Khân nell’ambientazione Crepuscule. Donjon Monster 4, disegni magistrali di Blanquet.

Se Potron-Minet è il periodo romantico, Zenith quello ironico e Crepuscule apocalittico, il filo conduttore della serie è il senso di smarrimento verso un mondo folle abitato da personaggi incredibili, spesso inetti o imbecilli, con uno sguardo ironico ed impietoso sull’uomo e un forte e positivo desiderio di avventura. L’ambientazione, anche grazie alla serie Monster, è approfondita, coerente e ben ideata.

La lettura di questi album è divertente e veloce, le idee sempre fresche e accattivanti, sempre che il lettore sia alla ricerca di un fumetto dai tratti più particolari  e non a qualcosa di più prettamente fantasy. Al lettore rimarrà sicuramente impressa l’amicizia tra Herbert il papero e Marvin il drago (da non confondere con Marvin il coniglio), l’amore tra il giovane Hyacinte e Alexandra l’assassina, e mille altri aneddoti e sviluppi assurdi.

Sfortunatamente la serie in Italia ha avuto poco seguito, per leggerla per intero è necessaria una discreta conoscenza del francese. E’ un fumetto particolare e incisivo, che ha lasciato degli ottimi eredi (ad esempio Adventure Time). Consigliato ai palati fini del fumetto d’autore. Bao ha annunciato la ripubblicazione, aspettiamo ansiosi maggiori informazioni!

Nel database di Becomix sono presenti tutti gli albi francesi

E due numeri italiani (su 4?)